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Nome latino: 
Cistus x Purpureus
Famiglia: 
Cistaceae
Caratteristiche generali: 

 Proviene dal bacino del Mediterraneo (dall’Algeria e dalla Spagna fino all’Italia, ai Balcani, all’Asia Minore, alla Persia e al Caucaso).
Folto arbusto rustico sempreverde globoso.
Alt. e  largh. 1 metro.
Produce da maggio a  luglio fiori concavi, rosa intenso con macchia color cioccolato alla base dei petali .
I fiori sbocciano al mattino e sfioriscono dopo breve tempo; hanno comunque un tal numero di boccioli, se il tempo è bello, che le piante si mantengono fiorite per parecchio tempo.
Si piantano generalmente un certo numero di piante insieme  per ottenere una fioritura più vistosa.
Moltiplicazione: in luglio-agosto si prelevano dai rami non fioriferi talee di legno semimaturo, lunghe 8-10 cm, fornite di una porzione del ramo portante, e si piantano in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali. Quando le talee hanno radicato si piantano in vasi singoli, che si terranno all’aperto durante la bella stagione e in luogo riparato nell’inverno successivo. Si mettono a dimora all’aperto in aprile dell’anno seguente, cioè dopo 2 anni.
 

Coltivazione: 

Prediligono terreni poveri e ben drenati situati in posizioni soleggiate e riparate dai venti. vivono bene anche in terreni siccitosi, come quelli in prossimità del mare.
Si piantano preferibilmente in aprile.
Non tollerano il trapianto: è consigliabile iniziare la coltivazione con piante allevate in vaso.
Le piante giovani fioriscono meglio e più abbondantemente di quelle vecchie. Sarà bene quindi rinnovare ogni anno la scorta di talee, per poter sostituire gli esemplari morti (i cisti muoiono con discreta facilità) o invecchiati.
Potatura: è utile cimare gli esemplari giovani, in marzo, allo scopo di favorire la ramificazione degli stessi. Nello stesso periodo è bene ripulire le piante dai rami secchi e rovinati. Sugli esemplari vecchi la potatura non dà risultati degni di nota.
 

Curiosità: 

Il nome deriva dal greco “kystis”, vescichetta, dalla forma delle capsule seminali

Zone del Giardino in cui si trova: 
Fin dall'ottobre 2008 mi avevano parlato di questo giardino degli angeli. Ho trattenuto l'appunto fino ad oggi in cui ho potuto venire presso di voi per ammirare questo bellissimo giardino e per leggere le motivazioni che hanno spinto diverse persone a crearlo con particolare riferimento ai genitori di Sara che, da quel che ho compreso, sono stati i primi ideatori. Per una fortuita coincidenza ho incontrato Valerio, il padre di Sara, e, pensando ai dolori e ai patemi sofferti durante la malattia che ha poi stroncato la figlia all'inizio della vita adolescenziale, non ho potuto trattenere le lagrime sfuggendo dalla sua presenza. Se per caso dovesse leggere queste note voglia scusarmi per questo gesto, apparentemente irrispettoso, che non voleva alimentare nuova e ulteriore tristezza. Castel S.Pietro lì 01/05/2009
-- Anonimo