Agnocasto, Lagano, Aino, Pepe falso, Pepe dei monaci

Nome latino: 
Vitex Agnus-Castus
Famiglia: 
Verbenaceae

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Coltivazione: 

Questa pianta è rustica (resiste fino a -15°)e resistente.
Non ha particolari esigenze per quanto riguarda il terreno: qualsiasi terreno può essere indicato per l’agnocasto, anche la comune terra da giardino, purchè sia ben drenato.
Predilige posizioni soleggiate, ma può anche essere posto a dimora in luogo semi ombreggiato, una posizione troppo ombreggiata determina una fioritura più scarsa.
Ha bisogno di irrigazioni moderate, tranne che per gli esemplari da poco posti a dimora, per questi, durante i mesi caldi può essere necessario intervenire fornendo acqua durante periodi particolarmente siccitosi.
E’ possibile contenerne la crescita con interventi di potatura annuali, da praticarsi durante l’inverno, tali potature sono consigliabili anche per mantenere l’arbusto compatto, evitando che perda ramificazioni nella parte bassa.
A fine inverno si sparge ai piedi dell’arbusto del concime granulare a lenta cessione o dello stallatico maturo, interrando leggermente il composto.

 

Malattie Parassiti Avversità: 

Se posto in terreni non ben drenati, può essere soggetta a marciumi radicali

Proprietà terapeutiche: 

È molto utilizzato in erboristeria per le sue qualità terapeutiche.
Il frutto può avere effetti sul sistema endocrino, in particolare nel modulare la produzione di alcuni ormoni ipofisari. Questo determina il suo impiego per la cura di irregolarità del ciclo mestruale, soprattutto per ridurre i sintomi premestruali.
Viene impiegata tradizionalmente come coadiuvante tradizionale per disturbi collegati alla menopausa, disturbi premestruali ( diminuisce la secrezione di prolattina rilasciando le tensioni mammarie e inoltre contrasta i lievi sbalzi d'umore tipici del periodo) le classiche vampate di calore, ritenzione idrica, irritabilità, ansia, insonnia e tipico gonfiore addominale in menopausa.
E’ un ottimo galattagogo ( stimola e accresce la produzione lattea), aiuta nei casi di acne giovanile, è una pianta antispastica, equilibrante del sistema vagosimpatico, è sedativa generale e genitale.
L'agnocasto risulta inoltre utile nelle palpitazioni, nel dolore al plesso solare, nelle vertigini, negli spasmi intestinali, nell'insonnia.
Inoltre, sembra sia utile per sedare gli stimoli sessuali ( anafrodisiaca).
 

Curiosità: 

 

Etimologia: il nome del genere dal latino 'vitex' (gen. 'viticis'), vite, derivato a sua volta dal verbo 'viere', intrecciare, in allusione all'utilizzo dei rami flessibili della pianta nella fabbricazione di panieri ecc.
L'epiteto specifico dal gr. 'a-', particella negativa, e 'gonós', casto, sterile (=niente prole).

Il suo nome latino “vitex agnus castus” indica quindi che si tratta di una pianta dotata di una ipotetica azione anafrodisiaca (contrasta il testosterone) nell'uomo.

Il medico greco Dioscoride, del I secolo d.C., lo suggeriva come rimedio per diminuire la libido; secondo il naturalista romano Plinio il Vecchio, veniva sparso sui letti delle mogli dei soldati ateniesi, per preservarne la fedeltà coniugale quando i soldati andavano lontano in battaglia

In passato si pensò che i semi fossero particolarmente utili alla vita monastica e fu abbondantemente coltivato presso i monasteri per cui sono stati chiamati anche "pepe di monaco".

Arnaldo da Villanova(XIII sec) dichiarava con grande serietà che bastava portare addosso un coltello con il manico fatto col legno di Agnocasto per tener lontana ogni idea voluttuosa.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Pervinca minore

Nome latino: 
Vinca Minor
Famiglia: 
Apocynacee

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Coltivazione: 

Si piantano fra il mese di settembre e marzo in qualsiasi terreno da giardino ben drenato, in posizioni parzialmente ombreggiate. La posizione ideale, quella presente in natura, è sotto le piante ad alto fusto.
La pianta di Pervinca va annaffiata abbondantemente dalla primavera e per buona parte dell'autunno avendo cura di non far ristagnare l'acqua.
A fine fioritura conviene effettuare una leggera potatura per provocare l’emissione di numerosi nuovi germogli e conseguenti fiori.

 

Proprietà terapeutiche: 

La pervinca ha varie proprietà ed utilizzi in erboristeria e le più note sono: diuretiche, astringenti, digestive, ipotensive. Per uso esterno ha proprietà antiinfiammatorie e le foglie hanno proprietà antinfiammatorie, utili nelle dermatosi, per foruncoli ed eczemi.
L' infuso di pervinca viene impiegato in bagni ed impacchi, ha una discreta funzione cosmetica su pelle delicata ed irritabile può essere utile anche in caso di dermatosi, foruncoli ed eczemi.
 

Curiosità: 

Ai fiori della pervinca e alle sue fronde sempreverdi è associato il concetto di fedeltà in amicizia e di tenacia del ricordo.
Era anche ritenuta simbolo della verginità e si usava spargere i suoi fiori davanti agli sposi o disporre quattro piccoli mazzi di fiori agli angoli del letto coniugale.
La pervinca minore è considerata una pianta tossica per il suo contenuto in vincristina: in caso di assunzione di parti della pianta i sintomi precoci compaiono entro le 24 ore e sono a carico dell’apparato digerente, con nausea, vomito e febbre; quelli tardivi, nella prima settimana, consistono in cefalea, insonnia, delirio, allucinazioni, neuropatie, convulsioni e coma.
Questi effetti erano conosciuti anche nel medioevo tanto da essere note ricette per preparare un magico filtro d'amore.
Il nome deriva dal latino vincire=legare per via dei sui fusti che si intrecciano nel terreno.
Nel linguaggio dei fiori la Pervinca ha un significato malinconico: comunica a chi la riceve in dono che si conserverà per sempre il suo ricordo.
 

Zone del Giardino in cui si trova: 

Borraggine, Boragine, Borago

Nome latino: 
Borago Officinalis
Famiglia: 
Boraginaceae

La B. Officinalis è una pianta originaria del bacino Mediterraneo, ma si è perfettamente adattata in tutta Europa e nel Nord America.

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Coltivazione: 

La coltivazione della B. Officinalis avviene molto semplicemente a primavera mediante la semina o mediante suddivisione della ceppaia: da tenere inoltre presente che la pianta allo stadio adulto è in grado di auto seminarsi autonomamente. 
La composizione del substrato non presenta particolari esigenze, importante però sapere che deve essere presente un buon drenaggio (quindi terreni asciutti) e dare la preferenza a terreni leggermente calcarei.
L'esposizione deve essere preferibilmente in pieno sole, ma vengono ben tollerate anche condizioni di mezz'ombra. L'irrigazione deve essere moderata.

 

Malattie Parassiti Avversità: 

Si tratta di una pianta essenzialmente molto sana la quale non risulta soggetta a particolari avversità. 

Uso in cucina: 

Della pianta vengono consumati fiori e foglie.
L'utilizzo della B. Officinalis in cucina è molto noto: sul territorio italiano fa parte del classico "bo" della cucina ligure, il cosiddetto "Preboggion", impiegata per la preparazione di frittate e minestroni, ha un gusto che ricorda quello del cetriolo. 
I fiori, possono essere canditi, inseriti in insalate o surgelati in cubetti di ghiaccio per decorare bibite e cocktail.
 

Proprietà terapeutiche: 

La B. Officinalis, è una preziosa fonte di acido gamma-linoleico (detto anche "omega-6), è utile contro la pressione alta, ha proprietà emollienti, è febbrifuga, depurativa.
Viene impiegata contro eczemi della pelle e psoriasi. E' diuretica, depurativa e viene considerata un buon rimedio contro la tosse.
 

Curiosità: 

La B. Officinalis nota sin dall'antichità, è una pianta che da sempre è stata associata all'allegria, alla gioia ed al coraggio.
Nel particolare presso i Celti – popolo molto attento alla Natura ed ai messaggi in essa racchiusi – era utilizzata mediante infuso o miscelata ad altre bevande per dare coraggio.
Interessante, osservare la nomenclatura del termine gaelico utilizzato per identificare la Borraggine: "Borrach"; una parola che significa appunto "coraggio".
Singolare è anche constatare che il termine utilizzato in Galles per denominare la B.Officinalis sia "llawen-lys" ossia "pianta della felicità".
Presso la civiltà romana era normalmente considerata un antidoto alla tristezza ed essa veniva comunemente mesciuta assieme al vino per potenziarne il naturale effetto rilassante e rallegrante. "Euphrosinum" veniva chiamata da Plinio il Vecchio, il quale asseriva che essa rendesse euforici, felici e contenti. Il binomio "Borragine e vino" era conosciuto anche presso la civiltà Greca, in quanto essi la utilizzavano per sedare i sintomi dovuti ad un eccesso di alcool.

 

 

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Pagine

il Giardino degli Angeli ora è anche un po' mio...è anche un po' di noi genitori di figli meteora... CIAO Sara ed un abbraccio ai tuoi genitori. (Serafina Delegato Regione Lombardia "Associazione CIAOLAPO Onlus" www.ciaolapo.it)
-- Serafina