Aubrieta, Aubrezia

Nome latino: 
Aubrieta Deltoidea
Famiglia: 
Cruciferae

L'Aubrieta è una pianta perenne, erbacea, sempreverde.

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Coltivazione: 

l'Aubretia cresce in esposizione soleggiata o a mezz'ombra e non ha particolari esigenze in fatto di terreno, ma predilige un substrato caratterizzato da ottimo drenaggio e nutriente.
Si tratta di una pianta adatta per il giardino roccioso e per comporre bordure.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

L' A. non è soggetta a particolari malattie. Si consiglia verso la fine dell'inverno, un trattamento preventivo con  un insetticida ad ampio spettro e con un fungicida a base di zolfo e rame, in modo da prevenire a primavera l'attacco da parte di afidi e malattie fungine.

Inoltre se posta in piena terra, può essere preda delle lumache che sono in grado di divorare una piantina in breve tempo. La permeabilità del terreno è elemento fondamentale, in quanto l'Aubrieta è soggetta a marciume radicale.
 

Curiosità: 

Questa pianta ha preso il nome da Claude Aubriet, naturalista francese conosciuto per le sue illustrazioni su piante ed animali.
Dall'incrocio dell'Aubretia Deltoidea con l'A. Columnae (originaria dell'Italia meridionale) sono state ottenute diverse varietà di ibridi, anche con fiori giganti e semidoppi.
 

Zone del Giardino in cui si trova: 
Carissimi Antonella e Valerio, io e mio marito Alessandro eravamo al giardino in occasione del raduno di Ciao Lapo...era la nostra prima volta.Era il nostro primo figlio,Diego è il suo nome... Nonostante la giornata fredda, piovosa e grigia appena abbiamo messo piede in questo meraviglioso giardino, ho subito percepito il senso di un riparo,di un rifugio, di un tetto di vetro che mi proteggeva...ho sentito il calore di quella terra, la vita che pulsava, l'abbraccio di una mamma, di un papà....quelle piante curate con amore e dedizione mi sembravano sorridermi e darmi coraggio, la musica che mi accompagnava sembrava parte integrante di quel disegno, che non se ne potesse fare a meno, il ruscello per dissetarsi,l'orto x rifocillarsi, la panchina x riprendere il fiato...spesso questa vita ce lo toglie....ma sono riuscita a riossigenarmi...a fare pace con me stessa ed il mondo...x mio figlio Diego, x Sara,x tutte le nostre creature che ci hanno lasciato troppo presto....per noi tutti... mi sono persa tra ciocche del salice...ho toccato il cielo sull'altalena...era tutto vero...era tutto speciale...come l'abbraccio che spontaneamente ci siamo dati, mi ha spinto l'amore che avete saputo riflettermi, mi avete baciato il cuore...quel bacio era sara e tutto l'amore che le avete trasmesso...grazie....infinite grazie, tornero' presto a trovarvi....Elisa
-- ELISA URSO (ely76 C.L.)