Robinia, Acacia, Falsa Acacia, Gaggia

Nome latino: 
Robinia Pseudoacacia
Famiglia: 
Fabacee (da faba = fava, una delle specie coltivate più antiche) o Leguminose (da legume, il frutto più tipico) o anche Papilionacee (da papilio = farfalla, per la forma del fiore)

Albero a foglia caduca, originario dell'America settentrionale, che raggiunge i 20-25 m di altezza.

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Coltivazione: 

La Robinia è una specie a rapido accrescimento.
In generale è un albero  molto vigoroso, può svilupparsi senza problemi anche in luoghi sfavorevoli, ombreggiati o spazzati da forti venti.
Sopporta benissimo la salsedine e l'inquinamento, per questo viene talvolta utilizzato come alberature stradali.
La robinia non teme il freddo e generalmente non necessita di annaffiature.
Necessita di terreni sciolti, ben drenati e molto profondi, ma si sviluppa senza problemi in qualsiasi terreno, purché abbia spazio sufficiente per sviluppare un apparato radicale robusto e profondo, e posizione possibilmente soleggiata.
Prima di effettuare l'impianto, sarebbe opportuno, comunque, preparare il terreno ripulendolo dalle erbe infestanti, lavorandolo in profondita' e scavando le buche che ospiteranno le piante. L'apporto di letame maturo e' sempre positivo ai fini di un buon attecchimento e di una buona crescita.
Il trapianto puo' essere effettuato sia in inverno, quando le piante sono spoglie, sia in primavera quando le condizioni climatiche smettono di essere eccessivamente rigide, scegliendo degli spazi ben soleggiati. L'interramento dovra' essere effettuato fino al colletto, comprimendo leggermente il terriccio sugli apparati radicali.
Essendo minime le esigenze idriche della Robinia, e' inutile predisporre impianti irrigui; eventualmente si farà attenzione ad assicurare l'acqua nelle prime fasi della crescita, nei mesi più siccitosi, anche con sporadici interventi manuali.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Generalmente queste piante non risentono dell'attacco di parassiti e di malattie, anche se talvolta le larve minatrici possono rovinare molte foglie.

 

Uso in cucina: 

Si utilizzano i fiori per fare liquori e marmellate, frittelle, ed un ottimo miele, spesso monofloro; il miele è pregiato anche perché col tempo non cristallizza.
I fiori essicati e mischiati ad altre essenze, vengono usati come tisana rilassante.
Tutto il resto della pianta è tossico, tranne che per i conigli ed altre specie animali.
Il piperonal, un aroma, viene estratto dai fiori e può essere usato come un sostituto della vaniglia.
I semi sono commestibili e, previa cottura, sono stati usati come fonti di apporto calorico nei tempi di crisi alimentare grazie al loro buon contenuto in sostanze nutrienti.

 

Proprietà terapeutiche: 

Nella corteccia, nelle foglie e nelle radici sono contenuti vari alcaloidi tossici.
Tutte le parti della pianta, ad eccezione dei fiori, devono essere considerate più o meno tossiche e, benché molte delle tossine vengano distrutte dal calore, questa specie risulta poco adatta ad essere usata nell’automedicazione e va assunta sotto controllo medico.
Inoltre la pianta rientra nella lista del Ministero della Salute fra le specie non ammesse per l'impiego nel settore degli integratori alimentari.
I fiori hanno proprietà antispastiche, aromatiche, diuretiche, emollienti e lassative.
La medicina popolare ha usato la corteccia come emetico, purgante e tonico.
Le foglie venivano utilizzate come colagoghe ed emetiche, il succo delle foglie come antivirale; i fiori, cotti e mangiati, venivano utilizzati per alleviare le infezioni oculari.
E’ credenza che l’infuso dei fiori sia utile in caso di forte nausea ed anche in caso di intossicazione fungina.
 

Curiosità: 

Il nome dei genere ricorda Jean Robin, curatore dell'Orto Botanico dei re di Francia, che nel 1601 introdusse questa pianta in Europa.
L'albero impiantato  a Parigi è ancora vivo e rappresenta la R. pseudoacacia più vecchia d'Europa; in Italia questa specie venne impiantata per la prima volta nel 1662 nell'Orto Botanico di Padova.
Il legno, di color giallo-verdognolo o bruno-olivaceo, ha grana piuttosto grossa e si spacca facilmente, ma resiste bene all'aperto: perciò viene impiegato per paleria, ad esempio in viticoltura; si adopera in falegnameria perché, per la sua resistenza, è adatto alla costruzione di parti soggette a forte usura; è inoltre buon combustibile, che brucia anche appena tagliato anche se ha il difetto di scoppiettare mentre brucia.
I semi sono molto duri e si usano per collane.
Ha radici molto resistenti: nell'entroterra ligure e in Val Bormida, venivano usate come lacci per gli scarponi

 

Zone del Giardino in cui si trova: 
Cara mamma,caro papà e cari amici di Sara, c'ero anch'io domenica nel vostro piccolo angolo di paradiso in terra...avrei voluto dire tutte le cose che già vi hanno scritto perchè le condivido in pieno! Non vorrei essere ripetitiva, ma siete persone dolcissime e anche i vostri amici, che erano con noi domenica, non sono certo da meno!! La piccola Sara è riuscita a fare una gran cosa... creare un angolo di paradiso in terra non è impresa da poco e voi, che l'avete materialmente costruito, siete stati GRANDI!!! Appena arrivata, c'era poca gente e mi sentivo spaesata, ma ho fatto una passeggiata da sola...guardavo i colori, annusavo i profumi, ascoltavo la musica(... :-)che colpo basso però!! :-) )e mi sono sentita quasi subito in un posto conosciuto, che strano, ho pensato!! E' stata una giornata bella, ma un pò difficile, perchè quando ho visto volar via il palloncino di Sebastiano, ho pensato che non volevo staccarmi anche da lui...quanto è stato difficile lasciare la presa....mi consola il fatto che i nostri Angeli non sono da soli e che un giorno ogni mamma, papà, nonni riabbraccieranno i loro bambini e questa volta... PER SEMPRE!! Vi abbraccio Barbara
-- Barbara Liz