Alloro del Portogallo, Lauro del Portogallo

Nome latino: 
Prunus Lusitanica
Famiglia: 
Rosaceae

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Coltivazione: 

 In natura si trovano principalmente lungo torrenti di montagna, preferendo sole e terreni umidi ma ben drenati.
Si adatta a diversi tipi di terreno, in generale deve essere fresco, umido e ben drenato.
Vive bene con qualsiasi temperatura, può essere danneggiato solamente da gelate prolungate
Il Prunus lusitanica va collocato in un luogo dove possa ricevere la luce solare diretta.
Sopporta bene le potature, anche ripetute, per questa sua particolare resistenza è apprezzato per la creazione di siepi, anche di forme particolari. Si intervine e fine inverno con una potatura decisa, in agosto è possibile intervenire con una potatura di mantenimeto della forma desiderata
Concimazione: utilizzare del concime organico, o del concime granulare a lenta cessione, intervenendo alla fine dell'inverno ed alla fine dell'estate
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Verso la fine dell'inverno, in presenza di gemme ancora chiuse, possiamo praticare un trattamento a base di rame e zolfo, per evitare il manifestarsi di malattie fungine; nell'arco dell'anno poi sarebbe opportuno praticare interventi mirati solo in caso di presenza del parassita sulla pianta.

Curiosità: 

Il frutto è molto amaro, non commestibile e può essere tossico; era utilizzato  dagli antichi greci per coronare il vincitore nei giochi di Apollo.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Cotoneastro

Nome latino: 
Cotoneaster Salicifolius “Repens”
Famiglia: 
Rosaceae

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Coltivazione: 

I cotoneaster crescono bene in tutti i terreni da giardino, preferibilmente in posizioni soleggiate.
Si piantano in ottobre-novembre o in febbraio.
Densità di impianto: 6-9 piante/mq.
Non è necessaria una potatura regolare, si possono spuntare in primavera i rami più vigorosi. 
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Può essere attaccato da afidi e cocciniglie.
E’ molto suscettibile al colpo di fuoco batterico

Per saperne di più clicca sul link: http://www.cespevi.it/art/erwinia.htm

Zone del Giardino in cui si trova: 

Corbezzolo, lellarone, ciliegia marina o albastro

Nome latino: 
Arbutus Unedo
Famiglia: 
Ericaceae

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Coltivazione: 

Il corbezzolo predilige i terreni leggermente acidi sicuramente molto ben drenati. In giardino è consigliabile favorire il drenaggio ponendo del materiale grossolano sul fondo della buca in cui vogliamo interrare la pianta Ama il pieno sole, il clima temperato e le posizioni riparate dai venti freddi. E’ una specie tipica del sud ed è presente in tutto il bacino del Mediterraneo, ma gravita soprattutto nel settore occidentale. Effettuare l’impianto preferibilmente nei mesi autunnali o primaverili quando le condizioni climatiche non sono né troppo rigide né caratterizzate da caldo eccessivo. Nelle regioni troppo fredde le piante giovani vanno inizialmente protette dai geli invernali.

Malattie Parassiti Avversità: 

Questa pianta non teme parassiti o malattie, anche se talvolta gli afidi neri possono causare qualche danno.

Uso in cucina: 

La parte utilizzabile a scopo alimentare è esclusivamente rappresentata dai frutti, detti volgarmente albatre, albetrelle, corbezzole o anche cerase marine, sono raccolti ben maturi in autunno quando risaltano per il loro caratteristico colore rosso. Hanno il sapore dolce piuttosto gradevole e possono essere mangiati semplicemente crudi o anche cosparsi di zucchero con l’aggiunta di un vino liquoroso. Con tali frutti si possono fare ottime marmellate, bibite fermentate molto dissetanti, una buonissima acquavite e perfino un tipo d’aceto. In Algeria e in Corsica, dai frutti se ne ricava il vino detto “di corbezzolo” Dai fiori del corbezzolo le api ricavano un miele molto saporito, dal sapore leggermente amaro.

Proprietà terapeutiche: 

Nella medicina popolare il decotto fatto con le foglie è considerato antireumatico e buon astringente intestinale, effetto astringente ha anche la conserva preparata con i frutti. Le foglie hanno proprietà medicinali astringenti intestinali e antidiarroiche, contengono un principio attivo, l’arbutoside, che conferisce loro proprietà diuretiche e disinfettanti del tratto uro-genitale, in antichità erano usate come alimento per le pecore e i bovini.

Curiosità: 

A. unedo è l’unica specie del genere Arbutus presente in Italia. È una pianta xerofila, capace di sopportare condizioni di siccità prolungata mantenendo l’equilibrio idrico fra assunzione e dispersione d’acqua grazie ad una particolare adattabilità fisiologica e morfologica. Nei boschi distrutti da un incendio, grazie alla sua capacità di emettere rapidamente vigorosi polloni dopo il passaggio del fuoco, il corbezzolo è una delle prime specie legnose che riprende a vegetare, per questa caratteristica ha una certa importanza forestale. Il legno è chiaro ed è particolarmente dolce; non essendo aromatico può essere utilizzato per realizzare arnesi per il trattamento di alimenti; in Sardegna i pastori lo utilizzano per realizzare "su pilìsu", il particolare strumento impiegato per rompere la cagliata. Se i frutti sono mangiati crudi in grandissima quantità possono produrre un senso d’ubriachezza e di vertigine in quanto contengono un alcaloide che può causare questi inconvenienti, in persone particolarmente sensibili a esso. Da qui Il nome latino che gli fu assegnato da Plinio il Vecchio che consiglia un uso moderato del consumo (unum edo = ne mangio uno solo). Dal nome greco kòmaros (ciliegio di mare) invece deriva il nome del Monte Cònero, promontorio situato a sud della città di Ancona, la cui vegetazione è appunto ricca di piante di corbezzolo. Nella tradizione ligure, viene usato, assieme all'alloro, nel carro del "confuoco", che portava doni al podestà, per dare, coi suoi frutti maturi, una nota di colore Il "Confuoco"è una cerimonia medievale. Nei paesi con sede di Podesteria, nella domenica che precedeva il Natale, i contadini portavano al Podestà inviato da Genova, un carro con l'"omaggio"di capponi, melograni e altri prodotti della terra. Da parte sua il Podestà giurava di governare con giustizia e la cerimonia si concludeva accendendo un grosso ceppo di alloro, sulla pubblica piazza, e da come si sviluppavano le faville si traevano gli auspici per tutto l'anno.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Sabato scorso una carissima amica mi ha portato al Vostro "Giardino", nonostante non fosse la stagione più propizia (febbraio è avaro di fiori ... soltanto il calicanto mi ha strizzato l'occhio ... e il naso!!!). Mi ci ha portato proprio perché in quel Giardino si respira Amore molto più che la morte, e voleva farmene partecipe.

Non posso che ringraziare di simile testimonianza: in una civiltà che pensa soltanto a correre, tra notiziari che informano soltanto di negatività, un'isola per pensare, ricordare, imparare l'Amore è esattamente quel che occorre! Ringrazio soprattutto a nome delle giovani generazioni, che finalmente possono trovare proposte positive, ed educarsi a quanto di profondo ed eterno l'animo umano può far vivere.

Giardino spoglio, ma ... "l'importante è invisibile agli occhi", come dice st. Exupéry nel "Piccolo Principe. E quel che è importante per tutti voi si vede benissimo, anche nei rigori invernali!

Grazie, davvero!

-- Alba