Liquidambar, Storace americano

Nome latino: 
Liquidambar Styraciflua
Famiglia: 
Hamamelidaceae

È un albero di origine nordamericana introdotto in Europa come pianta ornamentale nel 1681.

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Coltivazione: 

Si adatta a qualsiasi terreno, pur preferendo terreni umidi, ricchi, sciolti e ben drenati, molto profondi; in generale gradiscono terreni con ph leggermente acido, ma si adattano anche in terreni alcalini.
Collocare in posizioni soleggiate; accetta la mezzombra, anche se questo sicuramente va ad inficiare la colorazione autunnale.
Non teme il freddo, resiste alle basse temperature sino a -15, -20 C.
L'apparato radicale dei liquidambar tende ad allargarsi molto e a scendere molto in profondità, è consigliabile tenerne conto quando lo si mette a dimora.
L’apparato radicale superficiale è in grado di sollevare i marciapiedi o cordoli e costituisce un ostacolo alle operazioni di sfalcio del prato.  Per evitare quest’inconveniente è necessario porre la pianta ad una distanza dai marciapiedi o altre strutture similari, di almeno 3 metri
Può sviluppare grosse radici fittonanti dalla base del fusto. Per questo motivo è una pianta che non attecchisce molto facilmente, è consigliabile eseguire il trapianto in primavera e utilizzare piante cresciute in contenitore o piante giovani, le quali non hanno ancora sviluppato le radici profonde.
Epoca di impianto da novembre a marzo distanza minima di impianto 6 metri e superficie minima a disposizione per il singolo soggetto 9 mq.
Pur sopportando anche condizioni poco favorevoli, come siccità prolungata o terreni molto bagnati, i liquidambar preferiscono terreni leggermente umidi; è quindi bene controllare che il terreno attorno alla pianta non asciughi troppo, ed eventualmente intervenire con annaffiature non troppo abbondanti.
Concimazione: è bene fornire del concime ricco in azoto, almeno 2-3 volte all'anno, all'inizio e alla fine della primavera, e all'inizio dell'autunno; si può utilizzare del concime organico maturo, oppure del concime granulare a lenta cessione.
Una buona concimazione con stallatico maturo a fine autunno e inverno, insieme al terreno adatto, è il metodo per avere le colorazioni più belle in autunno.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Generalmente resistente, non si segnalano su esemplari adulti patologie significative, anche se possono essere colpiti dalle larve minatrici e dagli afidi.

Curiosità: 

Dalla pianta si estrae una resina profumata, dall'aroma di incenso, l'ambra liquida (da cui il nome spagnolo Liquidambar)chiamata anche storace, dall'aspetto di torba di colore nero.
Tale resina, morbida al tatto, può essere posta su carboncini ardenti. Il fumo che si forma è bianco e profumato e una volta dissolto si continua a percepirne per ore la fragranza.
L'ambra liquida viene usata nell'industria cosmetica per fissare i profumi, nelle industrie conciarie e un tempo usata come gomma da masticare

 

Zone del Giardino in cui si trova: 

Frassino maggiore o Frassino comune

Nome latino: 
Fraxinus Excelsior
Famiglia: 
Oleaceae

Il Fraxinus excelsior  è un albero alto fino a 40 metri con chioma dapprima ovale e in seguito arrotondata, e con fusto diritto e slanciato.

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Coltivazione: 

Crescono senza problemi in qualsiasi terreno, preferendo i terreni ricchi, ben drenati e molto profondi, poichè l'apparato radicale dei frassini si allarga molto e si spinge molto in profondità. I frassini si possono porre a dimora anche in luoghi con scarso drenaggio e in terreni molto bagnati, evitare invece i terreni troppo asciutti e sassosi, poichè queste piante mal sopportano la siccità.

Amano particolarmente le posizioni in pieno sole, e si sviluppano con problemi sia all'ombra che a mezz'ombra.
Sono piante molto resistenti sia al caldo che alle temperature piuttosto rigide. Solo gli esemplari giovani temono le gelate. Si adatta a differenti condizioni climatiche  e sono molto resistenti ai venti.
La potatura è raramente necessaria, solo in caso di esemplari giovani per correggere eventuali biforcazioni, e quindi per ottenere un unico tronco.

Malattie Parassiti Avversità: 

Questi alberi non temono particolari malattie. 

Proprietà terapeutiche: 

Le foglie essicate, la corteccia ed i suoi semi contengono sostanze con proprietà febbrifughe, (dovute alla presenza di un glucoside, la frassina) ed astringenti, ma anche toniche, lassative e sudorifere.
Nella medicina popolare vengono utilizzate le foglie come leggero diuretico, in caso di reumatismi e gotta.
Dalla linfa che fuoriesce dalle ferite si estrae la manna , una sostanza utilizzata anche come dolcificante dalle proprietà lassative indicata per bambini, anziani e diabetici.
 

Curiosità: 

La manna è la linfa estratta dalla corteccia opportunamente incisa. L’estrazione della manna si effettua in modo particolare sul Fraxinus ornus (orniello o frassino da manna).
Dalle piccole incisioni trasversali create con gesti precisi, sgorga lentamente un succo inizialmente di colore ceruleo e di sapore amaro (lagrima), che a contatto con l'aria rapidamente si schiarisce e assume un sapore dolce. Condensandosi, forma cannoli e stalattiti di colore bianco e profumati.
La manna in media contiene il 40-60% di mannitolo.
La manna viene utilizzata come dolcificante,
Il legno di Frassino maggiore viene utilizzato industrialmente per la produzione di compensati, pavimenti, mobili, timoni per imbarcazioni da diporto, manici per attrezzi e parti di strumenti musicali.
Per la sua elasticità e resistenza col suo legno un tempo venivano fabbricati gli sci, mazze da golf, stecche da biliardo.
Con i polloni si fanno cerchi per botti e pali per la vite.

E’ un apprezzato combustibile per il suo elevato potere calorifico. Il legno di questa specie arde molto bene anche se piuttosto fresco perche contiene una sostanza molto infiammabile.

Per i berberi dell'Africa del Nord, è il primo albero creato da Dio.
Fra i Celti questi alberi  sono considerati simboli di rinascita e capaci di operare guarigioni miracolose e fonte della saggezza cosmica.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Cipresso mediterraneo

Nome latino: 
Cupressus Sempervirens
Famiglia: 
Cupressaceae

Il cipresso mediterraneo è un albero sempreverde che raggiunge i 25 m, ma negli esemplari più vecchi può arrivare anche a 50 m.

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Coltivazione: 

Non ha particolari esigenze se il terreno è ben drenato.
Il cipresso ama le posizioni soleggiate, possibilmente riparate dagli inverni troppo freddi, e dai venti.
In clima particolarmente ventoso si consiglia di assicurare i giovani alberi a dei lunghi tutori solidi, in modo da evitare che il vento possa scalzare le giovani radici poco sviluppate; può capitare che gli esemplari di pochi anni temano il freddo intenso ed il vento.
Non è richiesta alcuna potatura regolare.                                                                                                                                     Le siepi si potano in qualsiasi momento da luglio a marzo; se si spogliano in basso possono essere tagliate alla base: in breve tempo produrranno germogli molto vigorosi.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Negli ultimi anni il cipresso è minacciato da un fungo parassita (Coryneum cardinale) che ne ha messo in serio pericolo la sopravvivenza determinando un'infezione chiamata  cancro del cipresso.
Questa malattia è stata segnalata per la prima volta in Nord America nel 1928.
Un'importante fonte di diffusione è rappresentata dal materiale vivaistico infetto, per questo  recentemente una selezione vivaistica più attenta è in grado di assicurare piante sane.
Il cancro del cipresso si manifesta con l'ingiallimento, l'arrossamento ed il successivo disseccamento dei rametti e procede, in alcuni casi, dall'alto verso il basso e dall'esterno verso l'interno, coinvolgendo porzioni sempre più grandi della pianta.
La malattia può essere trasmessa anche dai Coleotteri  ospiti delle piante di cipresso infette, che possono  trasmetterla  ad altre piante attraverso l’attività di scavo delle gallerie.
La lotta deve essere soprattutto preventiva, evitando l'acquisto di piante infette in vivaio, asportando e distruggendo tempestivamente le parti di pianta colpita, trattando accuratamente i tagli di potatura con benzimidazolici, disinfettando gli attrezzi impiegati utilizzando alcool etilico o sali quaternari di ammonio e ricorrendo a trattamenti con sali di rame (Ossicloruro di rame - 50 - 1 kg/hl) o con benzimidazolici (100 gr/hl) o impiegando questi due prodotti in miscela in dose più ridotta in primavera (3 trattamenti ad intervalli di circa 25-30 giorni) ed in autunno (1-2 trattamenti) in relazione all'andamento climatico e alla gravità dell'attacco.


Talvolta viene colpito da un particolare tipo di afide, denominato appunto afide del cipresso

Proprietà terapeutiche: 

Proprietà terapeutiche: vasocostrittore, tonico venulare, eutonico della muscolatura vescicale, astringente, balsamico.
Apprezzato fin dall'antichità per le sue proprietà balsamiche, dai suoi rametti si estrae l'oleum cupressi che viene impiegato per la cura delle malattie da raffreddamento e che possiede in generale una azione antibatterica.
Ha ormai tre secoli la ricetta del vino di cipresso: si mettono 10 bacche di cipresso in un litro di vino bianco secco. Si lascia a macerare per due settimane. Si filtra e se ne beve un cucchiaio, sciolto in acqua, mattina e sera.  Viene utilizzato come tonificante venoso nelle turbe circolatorie, nelle varici, nelle emorroidi ed in menopausa. E' considerato inoltre un riequilibrante generale del sistema nervoso. Si indica anche nelle tossi spasmodiche. È un rimedio sicuro negli accessi di tosse convulsa, nei casi di pertosse, tracheite, bronchite.       Si consiglia di metterne qualche goccia sui guanciali, sulle lenzuola, nella biancheria degli ammalati.            Viene utilizzato nell'influenza, nei casi di afonia e nei reumatismi. È efficace inoltre nell'enuresi notturna (pipì a letto).
 

Curiosità: 

Il cipresso è una specie originaria del Mediterraneo orientale e della Turchia meridionale, introdotta altrove fin dall'antichità (in Italia probabilmente ad opera dei Fenici).
Il nome del genere deriva probabilmente da Cyprus, nome latino dell'isola di Cipro, ove la pianta era nota da tempi remoti.
E' una specie tipicamente mediterranea, che predilige aree caratterizzate da inverni miti e piovosi e da estati calde e asciutte.
E' diventata un elemento caratterizzante il paesaggio anche in alcune zone  come Marche, Toscana, Umbria.
Nell’antico Egitto si utilizzava esclusivamente legno di cipresso per costruire i sarcofagi, gli egiziani si servivano di oli essenziali, tra cui quello di cipresso, per imbalsamare i corpi dei defunti perche’ sapevano che esso era in grado di bloccare, in quanto antisettico e antibatterico, la proliferazione dei microbi e quindi il processo di decomposizione.
Il suo legno molto duro è utilizzato per la costruzione di mobili in quanto il suo odore aromatico lo preserva dalle tarme, mentre un tempo era anche utilizzato per la costruzione delle navi, data la sua grande resistenza all'umidità.

 

Zone del Giardino in cui si trova: 

Pagine

Mi si è stretto il cuore, nel varcare l'infinito. Seduto nel bosco, mi sono sentito un po' angelo, brividi d'amore hanno scosso anima e corpo. Quanta gente... quanta luce negli occhi commossi, il giardino si è illuminato a festa e angeli felici e increduli con sottile voce ci hanno trasportato in un mondo surreale, dove volare... è stato un po' come sognare
-- FIORENZO FIORENTINI