Limoncina, Erba Luigia, Cedrina, Erba Limonaria, Erba Cedrina, Verbena Odorosa

Nome latino: 
Lippia Citriodora, Aloysia citrodora
Famiglia: 
Verbenaceae

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Coltivazione: 

La specie può essere piantata in piena terra solo nelle regioni a clima mite,  nelle altre regioni deve essere coltivata in contenitori che in autunno verranno trasportati all'interno, altrimenti disporre fogli di plastica intorno alle piante facendo in modo che non vengano a contatto con i rami.
Necessita di esposizione soleggiata e riparata, preferibilmente contro un muro esposto a sud.
Si coltiva in terra da giardino ben drenata e sabbiosa, predilige terreni umidi.
Durante la stagione estiva deve essera annaffiata frequentemente in modo che il terreno non sia mai asciutto, d'inverno deve essere appena umido. E' anche importante però  tenere il terreno ben drenato perché i ristagni d'acqua provocano l'ingiallimento delle foglie. se gli apici delle foglie e dei germogli appassiscono significa che la pianta soffre la siccità.
Concimazione: somministrare un fertilizzante completo in aprile - agosto.
Non necessità di particolari potature, salvo eliminare le parti secche o danneggiate

 

Malattie Parassiti Avversità: 

Non è soggetta a particolari parassiti o malattie

Uso in cucina: 

In cucina si usano le foglie con moderazione per dare sapore di limone alle vivande, ad esempio nei ripieni, per aromatizzare gelatine di carne, piatti di pesce, di pollo e altri volatili, per carni di maiale e selvaggina a cui toglie un poco l’asprezza, oppure tritate nelle insalate, macedonie, gelati e gelatine, marmellate, torte alla frutta o per preparare infusi o liquori d'erbe.

 

Proprietà terapeutiche: 

Sotto il profilo delle proprietà si possono ascrivere alla Lippia quelle di stimolare l'appetito, aiutare la digestione, eliminare i gas intestinali ed esercitare una blanda azione antispasmodica e sedativa generale.
Gli impacchi di Lippia/cedrina sugli occhi hanno un effetto rilassante e combattono gli occhi gonfi e arrossati.
Le foglie fresche di Limoncina possono essere messe in infusione per un bagno ristoratore, o per acque toniche del viso.
Un uso intenso e prolungato di questo alberello perenne può però provocare gastriti.
Essiccate, sono utilizzate nei pot-pourri e per la confezione di sacchetti antitarmici.
Nell’industria viene estratto un delicato olio essenziale usato in profumeria per saponi, dentifrici e cosmetici.
L'essiccazione avviene in luoghi bui ed areati, per la conservazione si consigliano sacchi di tela.

 

Curiosità: 

Deve il suo nome all'esploratore Augusto Lippi al quale Linneo la dedicò alla fine del 1700.
Il profumo emanato dalle foglie può durare anni e sono quindi un ottimo ingrediente per i pot-pourri.
 

Zone del Giardino in cui si trova: 

Lamio giallo, Ortica morta, Falsa ortica gialla

Nome latino: 
Lamium Galeobdolon
Famiglia: 
Lamiaceae o Labiatae

Originaria dell’Europa e del Caucaso.
In Italia è pianta comune dei luoghi boscosi, la si rinviene facilmente nelle radure e lungo le siepi;

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Coltivazione: 

Non s’incontrano difficoltà particolari nella coltivazione dei Lamium  Galeobdolon perché sono piante resistenti, rustiche e anche troppo vigorose.

Accettano qualunque tipo di terreno, anche se quello un po’ umido è più gradito.
L. galeobdolon si adatta ovunque, ma è particolarmente apprezzato nelle zone a clima fresco.
Per l’esposizione, la mezz’ombra è da preferirsi, ma  tollerano anche il sole e ancor meglio l’ombra piena.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Di norma  sono immuni da malattie, ma in qualche caso sono attaccati dalle limacce.

Uso in cucina: 

Si possono cucinare gli apici dei getti.

Proprietà terapeutiche: 

La medicina popolare utilizza questa piante come vulnerarie (guarisce le ferite), antispasmodiche (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso), depurative (facilita lo smaltimento delle impurità), espettoranti (favorisce l'espulsione delle secrezioni bronchiali), risolventi in generale, toniche (rafforza l'organismo in generale) e astringenti (limita la secrezione dei liquidi).

Curiosità: 

Questa pianta, quando non è in fase di fioritura, può facilmente essere scambiata per un'ortica (anche se le due specie appartengono a famiglie diverse : Urticaceae è la famiglia per le “ortiche” vere).

La specie di questa scheda si distingue soprattutto per la sezione del fusto : quadrata nelle piante del genere Lamium, circolare nelle “ortiche” vere e proprie. Mentre le foglie sono molto simili : da qui il nome comune (“Falsa ortica”) derivato da credenze antiche anche se naturalmente queste piante sono totalmente prive di peli urticanti e quindi non pungono (da qui un altro nome popolare per questo gruppo di specie : “Ortica morta”).

 

Zone del Giardino in cui si trova: 

Lavanda

Nome latino: 
Lavandula Stoechas, Lavandula angustifolia
Famiglia: 
Lamiaceae (ex Labiatae)

Principali specie di lavanda:
Lvandula officinalis o spica (a fiori violetti raccolti in spighe e con foglie lineari).

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Coltivazione: 

La lavanda è una specie rustica ma le esigenze ambientali sono leggermente differenti a seconda delle diverse specie ad esempio la Lavandula angustifolia è molto più resistente al freddo rispetto alle altre specie
Tutti i tipi di lavanda, sia angustifolia che intermedia,che stoechas,coltivate in piena terra hanno pochissime esigenze di acqua e di concime e di cure.
E' bene scegliere un posto ben  assolato, perchè in questo modo crescerà armoniosamente, senza orientarsi alla ricerca del sole.

A differenza delle altre lavande, la lavanda stoechas ha bisogno di un terreno piu' acido (abbonda soprattutto nei terreni silicei),  percio' alla buca aggiungere torba acida e nel caso di ingiallimento delle foglie è sufficiente somministrare del ferro una o 2 volte all' anno, questa varietà vive spontanea lungo le coste, e nelle isole percio' quello è il suo abitat ideale, ma con poche cure vive in tutte le zone d' Italia.
Non teme la salsedine.
Presenta una rusticità incompleta: deve essere protetta dal freddo con una pacciamatura.
Non ha grandi esigenze idriche è bene lasciare sempre asciugare il terreno tra un intervento e l'altro in quanto teme moltissimo i ristagni idrici.

Il momento migliore per mettere a dimora le piante di  lavanda, ma anche  le piante aromatiche, va dall’inizio dell’autunno all’ inizio della primavera, in questo modo svilupperanno un forte apparato radicale  e saranno in grado di sopportare la siccità e anche in estate particolarmente afose.
Ogni anno dopo la fioritura, anche durante l' estate quando la lavanda ha perso il suo bell'aspetto e comunque entro metà settembre è bene potare le piante, tagliando non solo i fiori ma anche una bella parte di vegetazione, ( senza arrivare al legno) in modo da non far lignificare e svuotare le piante all' interno; se la lavanda viene potata in questo periodo rimetterà le foglie nel giro di poche settimane e avrete un bel cespuglio a forma di cuscino anche durante l' inverno.
Le piante un po' debilitate e poco compatte possono essere sottoposte ad una potatura più drastica, in modo da lasciare solo pochi cm di stelo. In questo modo la pianta di lavanda crescerà più rigogliosa e rinvigorita stimolando lo sviluppo di nuovi germogli.

Malattie Parassiti Avversità: 

E' soggetta a marciumi, in particolare se vive in terreno mal drenato

Uso in cucina: 

Nel settore apistico la lavanda selvatica è un'interessante pianta mellifera.
Il miele monoflora ottenuto dalla Lavandula stoechas differisce nettamente dal miele di lavanda propriamente detta: ha un gusto più fine ed è poco aromatico.
Il miele di Lavandula stoechas è l'unico miele di lavanda che si possa ottenere in Italia in quantità cospicue, viene prodotto soprattutto in Sardegna, è molto adatto per curare le affezioni broncopolmonari.
Normalmente la lavanda è poco usata per scopi alimentari. Viene però usata per aromatizzare il vino bianco e l'aceto, per preparare gelatine, per aromatizzare i dolci.
 

Proprietà terapeutiche: 

Questa pianta ha una gradevole e unica fragranza che l'ha resa fondamentale per l'industria dei  profumi.
Il caratteristico profumo di lavanda è dato dagli oli essenziali che vengono prodotti da ghiandole, localizzate in tutte le parti verdi della pianta (fiori, foglie e gambi) ma particolarmente concentrati nei fiori.
Gli oli essenziali sono presenti in maniera variabile nelle diverse specie di Lavandula e conferiscono quindi aromi differenti. L'olio essenziale più profumato è quello che si ottiene dalle specie Lavanda angustifolia, Lavandula Stoechas e Lavandula officinalis.
Questi olii le conferiscono proprietà antisettiche, disinfettanti, vasodilatatrici,  antinevralgiche, cicatrizzanti, diuretiche, per i dolori muscolari e artritici ed è considerata anche un leggero sedativo.
Come olio aromatico è impiegata per alleviare la nausea e come blando sedativo. Se ne può ricavare un infuso per i gargarismi e per disinfettare le abrasioni eliminando così i pericoli di infezioni. L'acqua di lavanda ha blande proprietà antisettiche ed è abbastanza efficace come insettifugo.
L'infuso di fiori di lavanda (10 grammi di fiori posti per tre minuti in infusione in una tazza da 200 millilitri) allevia le emicranie originate da digestione lenta, ha inoltre azione rilassante e antisettica per cui giova in caso di laringiti, alitosi e flatulenze.

 

Curiosità: 

Il profumo della lavanda attira le api, che producono un ottimo miele aromatico, mentre non piace alle zanzare che ne vengono infastidite: è consigliabile dunque, nelle afose sere estive, frizionarsi con acqua di lavanda per rinfrescarsi e nello stesso tempo evitare fastidiose punture.
Nell'antichità la lavanda era usata non solo per il suo profumo e per l'igiene personale ma anche come disinfettante: nel Medioevo e fino al 1700 si cospargevano e si strofinavano i pavimenti utilizzando la lavanda come disinfettante e si utilizzava  per la preparazione dei pot-pourri per profumare la casa.
La derivazione etimologica del nome ( da lavare) non lascia dubbi e ricorda l'uso che i Romani facevano di questa pianta: la usavano per profumare l'acqua dei bagni e come detergente.
La spiga è considerata un amuleto contro le disgrazie ed i demoni e si dice che sia anche un talismano per portare prosperità e fecondità. La lavanda è l'essenza astrale del segno zodiacale dell'Ariete.
Nel linguaggio dei fiori la Lavanda può avere due significati distinti e contradditori tra loro.
Il primo significato si rifà ad un'antica tradizione che racconta che la lavanda venisse usata nell'antichità contro i morsi dei serpenti e raccomandavano di trofinarla sulle ferite dopo averla lasciata macerare in acqua. Era quindi considerata un antidoto ma si diceva anche che all'interno dei suoi cespugli i serpenti vi facessero il nido, soprattutto gli aspidi, quindi i popoli antichi si avvicinavano ad essi con grande cautela. Da questa credenza è derivato il suo significato nel linguaggio dei fiori vale a dire "diffidenza".
Il secondo significato della Lavanda è legato invece a sentimenti più miti e regalare della lavanda vorrebbe dire "il tuo ricordo è la mia unica felicità".

 

Zone del Giardino in cui si trova: 

Pagine

Carissimi Antonella e Valerio, grazie ancora. Domenica è stata una giornata speciale, in un luogo a dir poco speciale. Grazie per quello che avete fatto, grazie per averci accolto, grazie per averci dato un posto così, un angolo di paradiso in terra.... Arrivederci al prossimo anno... Lucia con Agnese (la bimbetta dalle guance paffutissime) e Alice lassù...
-- Lucia