Santolina, Crespolina

Nome latino: 
Santolina Chamaecyparissus
Famiglia: 
Asteraceae - Compositae

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Coltivazione: 

Le santoline necessitano di essere poste a dimora in luoghi molto luminosi e soleggiati. Preferiscono terreni sciolti, ben drenati, sabbiosi e possibilmente calcarei; di solito comunque si sviluppano senza problemi in qualsiasi terreno, visto che hanno pochissime esigenze: vivono bene anche nei suoli argillosi e in quelli aridi e magri, tanto che se si mettono a dimora in un substrato ricco, rallenta la sua crescita.
Nei mesi estivi possono essere necessarie sporadiche annaffiature, ogni 10-15 giorni, per il resto dell’anno in genere si accontentano delle piogge.
E' molto rustica: sopporta le alte temperature allo stesso modo in cui sopporta le basse, anche se alle latitudini in cui la temperatura scende sotto ai -15°C è consigliabile proteggerla pacciamando il piede e il cespo con uno strato abbondante di paglia. L'unico fastidio che si potrebbe manifestare nelle zone in cui nevica abbondantemente  è che, essendo una suffruticosa, i rami possono spezzarsi sotto il peso della coltre di neve. Sopporta bene anche la salsedine e le sue radici sono utilissime come contenimento alle scarpate.
Se il gelo dovesse bruciacchiare qualche ramo, basterà attendere la primavera per veder spuntare dal colletto qualche nuovo germoglio.
Potatura: essendo una perenne suffruticosa, con l'accrescimento tende ad aprirsi mettendo in evidenza i rami basali parzialmente lignificati e a perdere compattezza. E' consigliabile, dopo la fioritura, potare il cespuglio per stimolare la produzione di getti basali e conferirle nuovamente rotondità e pienezza.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

In generale le piante di santolina non vengono attaccate da parassiti o da malattie, anche se è possibile che gli afidi attacchino le infiorescenze.

Proprietà terapeutiche: 

La santolina possiede proprietà digestive, antispasmodiche, tonico-stimolanti, antisettiche (infuso o decotto). Per uso esterno come antipruriginoso in caso di punture di insetti.

Curiosità: 

Anticamente veniva utilizzata per profumare gli armadi e tenere lontane le tarme, e come repellente per gli insetti. Le sue foglie e i suoi rametti, una volta essiccati, si possono conservare per molti mesi in un contenitore di vetro.

 

Zone del Giardino in cui si trova: 

Ruta Comune

Nome latino: 
Ruta Graveolens
Famiglia: 
Rutacee

Pianta aromatica con foglie molto profumate, utilizzata anche come pianta ornamentale.

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Coltivazione: 

E’ una pianta rustica che si adatta anche a zone a clima rigido. Tuttavia durante il periodo invernale è bene proteggere le radici della pianta con con foglie secche o paglia.
Si mette a dimora nel mese di ottobre o di marzo in terreni ben drenati e soleggiati, prospera in terreni sabbiosi poveri.
Se si desidera formare delle siepi, si mettono a dimora le piante alla distanza di 30-35 cm.
Richiede irrigazioni regolari nelle fasi iniziali, poi è più tollerante alla siccità.
Potatura: n primavera, per mantenere un aspetto compatto, si recidono i rami, lasciando il legno vecchio.

 

Uso in cucina: 

 Sia le foglie sia i semi venivano spesso usati in cucina dai romani e nel Medioevo.

Ha un sapore penetrante e amaro, ma in piccole quantità e tritata costituisce un aroma insolito con pesce , uova, insalate e preparazioni alla panna. Le foglie vengono impiegate anche nelle preparazione di un aceto e olio particolari.

Della ruta si utilizzano le parti terminali della pianta più tenere e le foglie raccolte da maggio ad agosto. Si possono utilizzare anche essicate.
Il suo più famoso uso è quello in infusione nella grappa.

Proprietà terapeutiche: 

La ruta è una pianta officinale le cui caratteristiche erano conosciute già dall'antichità.
La ruta è costituita da: tannini, acidi organici, resine, olio essenziale. Contiene inoltre furocumarine e rutarine, alcaloidi presenti nell’olio essenziale che la fanno classificare come pianta tossica.
La pianta di Ruta è una delle piante note nell'erbario con proprietà antiemorragiche, stimolanti, digestive, antispasmodiche intestinali.
Il rimedio omeopatico è indicato in caso di occhi affaticati, mal di testa, dolori continui e acuti, crampi, tosse, infiammazione del periostio, mal di schiena, gomito del tennista, esostosi del carpo, depressione, ansia e dopo interventi chirurgici, contro le contusioni delle ossa e lesioni ai tendini provocate da traumi sportivi. E' d'aiuto anche in caso di stati d'ansia e depressione in seguito a un periodo di stanchezza psichica.
La polpa e il succo della pianta possono risultare fortemente irritanti se applicati sulla pelle; la polpa si usava un tempo, a rischio di forti infiammazioni, per eliminare i porri..
La leggenda narra che Leonardo attribuiva le sue straordinarie capacità visive alla Ruta.: effettivamente gli sciacqui con un infuso di questa erba ridanno benessere agli occhi affaticati e il rimedio viene utilizzato anche per chi usa gli occhi e li affatica in lavori di grande precisione o con l’uso del computer

 

Curiosità: 

Un tempo si credeva che piantare la ruta agli angoli dei giardini tenesse lontani topi, serpenti ed energie negative (streghe e gli spiriti maligni).
Anche in ambiente domestico è efficace tenere qualche ramoscello di Ruta fresca negli ambienti infestati dai topi che non ne sopportano l'odore.
Anche cani e gatti odiano l'odore di ruta.  Le foglie essiccate e schiacciate possono avere un effetto  insetto-repellente.
L'erba della ruta era ritenuta l'erba contro la paura: si metteva in tasca, appunto, quando si dovevano affrontare situazioni di paura e le case in cui cresceva erano ritenute privilegiate.
Alcune persone sono allergiche alla  ruta e ottenere un rash cutaneo dal contatto, soprattutto nei giorni caldi, con la comparsa di vesciche e macchie della pelle.
Per alcune persone, l'ingestione provoca un aumento della fotosensibilità e può portare a gravi scottature.
L'ingestione di grandi quantità di ruta può causare dolore violento allo stomaco, vomito e convulsioni.  Le donne incinte non dovrebbero mai ingerire ruta.

 

Zone del Giardino in cui si trova: 

Erba Gattaia

Nome latino: 
Nepeta Six Hills Giant (Specie: N. x faassenii Varietà: 'Six hills giant' )
Famiglia: 
Lamiaceae (ex Labiatae)

La N. x faassenii è una pianta erbacea cespitosa, decidua.
Foglie ovate di colore grigio-verde.

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Coltivazione: 

E' una pianta di facile coltivazione, che cresce in tutti i terreni, meglio se ben drenati, ma non secchi.
Piantare in posizione soleggiata.
Resistente al freddo.
A primavera emette molti nuovi germogli dal cespo che in breve riempiranno lo spazio e andranno a fiore lungo lo stelo.

La crescita è vigorosa, perciò è necessaria una potatura drastica degli steli più lunghi e disordinati da fare a giugno/luglio, lasciando così lo spazio ad una seconda produzione. Solo così riuscirete a mantenere un valore estetico a questa erbacea, che diversamente tende a svilupparsi disordinatamente. Effettuate poi una potatura totale in autunno o a fine inverno nelle regioni con inverni rigidi.
Non necessita di regolari annaffiature.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

A volte può subire attachi dagli afidi

Curiosità: 

L’odore emanato dagli olii essenziali di queste piante è simile al ferormone secreto dai gatti nel periodo dell’accoppiamento, da qui il nome volgare di Erba Gattaia

Pagine

Il Giardino più bello che abbia mai visto. MERAVIGLIOSO. Complimentissimi.
-- Marina