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Nome latino: 
Prunus Lusitanica
Famiglia: 
Rosaceae
Caratteristiche generali: 

Il Prunus Lusitanica proviene da Spagna e Portogallo è un arbusto sempreverde dal naturale portamento conico, può raggiungere i 4-6 metri di altezza.
Ha foglie alternate ovali di colore  verde lucido intenso.
A inizio estate, in maggio-giugno, produce gradevoli infiorescenze profumate di colore bianco che appaiono riunite in racemi; seguono i frutti che sono piccole bacche purpureee che diventano nere a maturità raggiunta.
viene utilizzato come esemplare singolo oppure per la realizzazione di siepi formali o libere.
Moltiplicazione: in agosto settembre si prelevano talee lunghe 8-10 cm e si piantano in un miscuglio di torba e sabbia. Le talee radicate vengono trapiantate la primavera successiva e si coltivano per 1-2 anni prima di metterle a dimora.
 

Coltivazione: 

 In natura si trovano principalmente lungo torrenti di montagna, preferendo sole e terreni umidi ma ben drenati.
Si adatta a diversi tipi di terreno, in generale deve essere fresco, umido e ben drenato.
Vive bene con qualsiasi temperatura, può essere danneggiato solamente da gelate prolungate
Il Prunus lusitanica va collocato in un luogo dove possa ricevere la luce solare diretta.
Sopporta bene le potature, anche ripetute, per questa sua particolare resistenza è apprezzato per la creazione di siepi, anche di forme particolari. Si intervine e fine inverno con una potatura decisa, in agosto è possibile intervenire con una potatura di mantenimeto della forma desiderata
Concimazione: utilizzare del concime organico, o del concime granulare a lenta cessione, intervenendo alla fine dell'inverno ed alla fine dell'estate
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Verso la fine dell'inverno, in presenza di gemme ancora chiuse, possiamo praticare un trattamento a base di rame e zolfo, per evitare il manifestarsi di malattie fungine; nell'arco dell'anno poi sarebbe opportuno praticare interventi mirati solo in caso di presenza del parassita sulla pianta.

Curiosità: 

Il frutto è molto amaro, non commestibile e può essere tossico; era utilizzato  dagli antichi greci per coronare il vincitore nei giochi di Apollo.

Zone del Giardino in cui si trova: 
Fin dall'ottobre 2008 mi avevano parlato di questo giardino degli angeli. Ho trattenuto l'appunto fino ad oggi in cui ho potuto venire presso di voi per ammirare questo bellissimo giardino e per leggere le motivazioni che hanno spinto diverse persone a crearlo con particolare riferimento ai genitori di Sara che, da quel che ho compreso, sono stati i primi ideatori. Per una fortuita coincidenza ho incontrato Valerio, il padre di Sara, e, pensando ai dolori e ai patemi sofferti durante la malattia che ha poi stroncato la figlia all'inizio della vita adolescenziale, non ho potuto trattenere le lagrime sfuggendo dalla sua presenza. Se per caso dovesse leggere queste note voglia scusarmi per questo gesto, apparentemente irrispettoso, che non voleva alimentare nuova e ulteriore tristezza. Castel S.Pietro lì 01/05/2009
-- Anonimo