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Nome latino: 
Olea Europaea
Famiglia: 
Oleaceae
Caratteristiche generali: 

Pianta sempreverde a portamento arboreo, ha la chioma espansa ed è alta da 2 a 10m.
L'olivo coltivato appartiene alla vasta famiglia delle oleaceae che comprende ben 30 generi (fra i quali ricordiamo il Ligustrum, il Syringa e il Fraxinus); la specie è suddivisa in due sottospecie, l'olivo coltivato (Olea europaea sativa) e l'oleastro (Olea europaea oleaster), che rappresenta la pianta selvatica
L'Oleastro è caratterizzato da un portamento per lo più arbustivo, da rametti a volte quadrangolari forniti di spine. 
L'Olivastro è utilizzato come portainnesto dell'Olivo coltivato.

Originario del Medioriente, è utilizzato fin dall'antichità per l'alimentazione.  I suoi frutti, le olive, sono impiegate per l'estrazione dell'olio e, in misura minore, per l'impiego diretto nell'alimentazione.
A causa del sapore amaro dovuto al contenuto in polifenoli, l'uso delle olive nell'alimentazione richiede però trattamenti specifici finalizzati alla deamarizzazione, realizzata con metodi vari.
Il tronco è di colore grigio,  contorto ed irregolare, specialmente a maturità.
Le foglie sono di forma lanceolata, disposte in verticilli ortogonali fra di loro, coriacee. Sono di colore verde glauco e glabre sulla pagina superiore mentre presentano peli stellati su quella inferiore che le conferiscono il tipico colore argentato e la preservano a loro volta da eccessiva traspirazione durante le calde estati mediterranee.
I fiori sono ermafroditi, piccoli, bianchi. I fiori sono raggruppati in mignole (10-15 fiori ciascuna) che si formano da gemme miste presenti in prevalenza sui rami dell'anno precedente. La mignolatura ha inizio verso marzo-aprile, inizia in maniera più precoce nella parte esposta a sud.
La fioritura vera e propria avviene, secondo le cultivar e le zone, da maggio alla prima metà di giugno.
L'impollinazione è anemofila ovvero ottenuta grazie al trasporto di polline del vento e non per mezzo di insetti pronubi (impollinazione entomofila).
Il frutto è una drupa ovale; è l'unico frutto dal quale si estrae un olio (gli altri oli si estraggono con procedimenti chimici o fisici da semi). Solitamente di forma ovoidale può pesare da 2-3 gr per le cultivar da olio fino a 4-5 gr nelle cultivar da tavola. La buccia, o esocarpo, varia il suo colore dal verde al violaceo a differenza delle diverse cultivar. La polpa, o mesocarpo, è carnosa e contiene il 25-30 % di olio, raccolto all'interno delle sue cellule sottoforma di piccole goccioline. Il seme è contenuto in un endocarpo legnoso, anche questo ovoidale, ruvido e di colore marrone. Fruttifica a Novembre-Gennaio, a secondo delle varietà.

L’olivo in prevalenza fruttifica su rami formatisi nell’anno precedente a quello della fioritura ( quindi rami di 1 anno),più di rado su rami di 2 o 3 anni.

Le radici sono prevalentemente di tipo fittonante nei primi 3 anni di età, dal 4° anno in poi si trasformano quasi completamente in radici di tipo avventizio, superficiali e che garantiscono alla pianta un'ottima vigorosità anche su terreni rocciosi dove lo strato di terreno che contiene sostanze nutrienti è limitato a poche decine di centimetri.
È una pianta molto longeva: in condizioni climatiche favorevoli un olivo può vivere anche mille anni.
La pianta comincia a fruttificare verso il 3°-4° anno, inizia la piena produttività verso il 9°-10° anno; la maturità è raggiunta dopo i 50 anni.
È una pianta sempreverde, la cui attività è pressoché continua con attenuazione nel periodo invernale.

 

Coltivazione: 

Fra le piante arboree l'Olea europaea si distingue per la sua longevità e la frugalità; è sensibile alle basse temperature.
Resiste bene anche agli incendi
per la notevole capacità di ricacciare vigorosi polloni dalla ceppaia.
L'olivo predilige terreni sciolti o di medio impasto, freschi e ben drenati. Vegeta bene anche su terreni grossolani o poco profondi, con rocciosità affiorante. Soffre invece nei terreni pesanti e soggetti al ristagno.
In merito alla fertilità chimica si adatta anche ai terreni poveri e con reazione lontana dalla neutralità (terreni acidi e terreni calcarei) fino a tollerare valori del pH di 8,5-9.
Fra gli alberi da frutto è una delle specie più tolleranti alla salinità, pertanto può essere coltivato anche in prossimità dei litorali.
Molto resistente alla siccità anche quando si protrae per molti mesi; in caso di siccità i germogli cessano di crescere, si riduce la superficie traspirante con la caduta di una parte delle foglie, gli stomi vengono chiusi e l'acqua delle olive in accrescimento viene riassorbita. In questo modo gli olivi superano indenni le lunghe estati siccitose manifestando una ripresa dell'attività vegetativa solo con le prime piogge a fine estate. Gli stress idrici pregiudicano però  la produzione.
Le fasi critiche per l'olivo dal punto di vista produttivo,  sono il periodo della fioritura e dell'allegagione, l'indurimento del nocciolo e il successivo accrescimento dei frutti: eventuali stress idrici in queste fasi riducono la percentuale di allegagione, provocano cascola estiva delle drupe, scarso accrescimento di quelle rimaste e minore resa in olio delle olive.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Cicloconio o occhio di pavone (Cycloconium oleaginum)
Questa è una tra le più importanti e dannose malattie di origine fungina che attaccano l'olivo: di fatto colpisce soprattutto le foglie ma non risparmia ne i rametti ne i frutti.

Sulle foglie si manifesta con macchie rotondeggianti di 10 mm costituite da cerchi concentrici policromatici (dal giallo al brunastro) che disegnano l'occhio di pavone e causano effetti di filloptosi (caduta delle foglie)sulle piante colpite; sui frutti i sintomi sono più occasionali e meno pericolosi e si manifestano come piccole macchioline nere infossate e puntiformi; i rametti sono attaccati solo sulla parte erbacea e i sintomi si manifestano simili a quelli delle foglie.

La lotta è di tipo chimico, si interviene quando le foglie colpite sono circa il 30-40 % delle foglie raccolte.
Si interviene con un trattamento a Febbraio-Marzo e uno a Ottobre a base di rameici (Poltiglia bordolese, Idrossidi di rame) o ditiocarbammati (Zineb o Ziram).


Lebbra delle olive:(Gleosporium olivarum)
La malattia si manifesta soprattutto nel periodo autunnale quando iniziano le piogge. Questa colpisce i frutti in via di maturazione e si formano delle macchie estese, rotondeggianti, raggrinzite, bruno nerastre, con pustole gessose o cerose di colore marrone o rosato. Le olive colpite cadono in terra o, comunque, forniscono un olio di scadente qualità (rossastro, torbido e acido). La malattia può colpire anche i giovani rametti e le foglie sulle quali si formano macchie giallastre che in un secondo momento virano al marrone: le foglie colpite disseccano e cadono.

La lotta che possiamo effettuare è di tipo preventivo, sia agronomico sia chimico. La lotta chimica si attua in autunno con trattamenti a base di prodotti rameici (Idrossidi di rame o Poltiglia bordolese) o con Clortalonil; quella agronomica si mette in opera fornendo l'impianto di un buon sistema di drenaggio per allontanare le acque in eccesso oppure sfoltendo la chioma al fine di evitare la formazione di un microclima umido, che favorirebbe il patogeno.

Rogna dell'olivo (Pseudomonas savastanoi)
E’ una delle principali batteriosi conosciute e attacca i rami, le foglie, le radici sulle quali il danno è più rilevante che sulle altre parti della pianta, il tronco e i frutti su i quali si manifestano o delle deformazioni o delle maculature ; si presenta con tubercoli screpolati, duri e bruni causati da aperture prodotte da avversità, infezioni oppure da traumi.

L'elevata piovosità primaverile accompagnata da temperature miti favoriscono l'attività del patogeno. I danni sono dovuti alla sottrazione di materiali plastici con conseguente diminuzione della loro produzione anche del 30%. A conseguenza di tale attacco si è rilevato anche un certo peggioramento qualitativo delle olive e dell'olio.

La lotta contro la Rogna dell'olivo è di tipo preventivo unicamente agronomico e si avvale delle seguenti precauzioni: potatura di rimonda e distruzione dei rami infetti, non si raccoglie il prodotto tramite abbacchiatura, protezione e disinfezione delle ferite, lotta alla Dacus oleae che è vettore di tale batteriosi.

Mosca dell'olivo (Dacus oleae)
La larva della Mosca dell'olivo misura circa 8 mm, è apoda, ha apparato masticatore costituito da due mandibole nere ben visibili ad occhio nudo, è di colore giallognolo ed è più sottile verso l'estremità cefalica. L'insetto adulto somiglia ad una mosca di piccole dimensioni (4-5 mm) con un apertura alare di 10-12 mm., presenta capo fulvo con occhi verdastri, corpo.
Il corpo è di colore grigio ed ali trasparenti con due piccole macchie scure alle estremità. L'alimentazione di questo dittero differisce a seconda dello stadio in cui si trova: da larva si nutre della polpa dei frutti entro i quali scava gallerie (i frutti così danneggiati sono sede di marciumi e conseguente cascola a causa dell'instaurarsi di colonie di microrganismi); da adulto si nutre con i succhi che fuoriescono dalla puntura di ovideposizione, con materiali zuccherini o proteici che estraggono dalle diverse parti verdi dell'olivo tramite il suo apparato boccale tipicamente pungente-succhiante.

La Mosca dell'olivo è uno tra i principali vettori della Rogna dell'olivo.

La lotta è sia di tipo chimico e, negli ultimi anni, si stanno sperimentando metodi di lotta biologica svolte con l'intervento di entomofagi. Ricordiamo che la Dacus oleae risente molto dell'alternanza di temperatura (fattore limitante): infatti l'attività di volo inizia quando la temperatura supera i 14-18 °C e si arresta allorquando questa supera i 31-33 °C; inoltre il susseguirsi di giornate estive caratterizzate da alte temperature (maggiori di 30°C), bassa umidità ed assenza di pioggia causano un'elevata mortalità delle uova e delle larve presenti all'interno dei frutti, l'arresto dello sviluppo delle uova e dell'attività degli adulti.

Gli entomofagi usati nella sperimentazione sono parassitoidi larvali (Imenotteri Calcidoidei), entomoparassiti (Imenottero Braconide) e insetti che si nutrono delle sue uova (Dittero Cecidomide).

Lla lotta chimica unisce i principi di quella integrata e quella di tipo guidata: si stabilisce la soglia di intervento che varia in base e in funzione dell'uso cui è destinata la produzione del campione rappresentativo calcolato in drupe per Ha (200 drupe raccolte a caso, provenienti da 20 piante). Il rilevamento degli adulti si effettua con trappole cromotropiche, alimentari (avvelenate, prima che inizi l'ovideposizione) e sessuali (installate a fine giugno, 2-3 per ettaro).

Tripide dell'olivo (Liothripis oleae)
Questa è una specie molto diffusa nel bacino mediterraneo.

L'adulto è lungo circa 2,5-3 mm, ha un corpo nero brillante e ali frangiate. Le neanidi sono di colore giallo. I danni si manifestano sui germogli, foglie, fiori, frutti e sono determinati dalle punture trofiche sia degli adulti che delle forme giovanili. I germogli colpiti hanno uno sviluppo stentato, le foglie si deformano e cadono precocemente, sui fiori si ha l'aborto fiorale e successiva colatura. Sui frutti si possono avere sporadiche cascole, ma molto più frequenti sono le deformazioni, infossature e maculature. Le punture inoltre possono favorire la penetrazione di patogeni da ferita.

La lotta contro questo tisanottero è di tipo chimico, agronomicobiologico, mediante l'aiuto di due entomofagi del Liothripis cioè Anthocoris nemoralis (Rincote antocoride) e Tetrastichus gentilei (Imenottero calcidoideo).

La lotta chimica si effettua solo in presenza di gravi attacchi e si utilizzano prodotti fosforganici quali Acefate e Metomil (si stabilisce una soglia d'intervento pari al 10% dei germogli infestati).

La lotta agronomica si limita a buone potature atte a prevenire l'instaurarsi del Tripide.

Cocciniglia mezzo grano di pepe (Seissetia olea)
Questa è un lacanide che ha come ospiti principali l'olivo e gli agrumi, ma vive tuttavia su svariate altre piante arboree ed erbacee comprendenti: oleandro, albero di giuda, evonimo, lentisco, aralia, palme, zucca e carduacee spontanee.

Le infestazioni interessano i rami, i rametti e la pagina inferiore delle foglie, dove le neanidi si localizzano lungo la nervatura principale.

La cocciniglia causa deperimenti vegetativi, defogliazioni, disseccamenti di rametti, cascola e scarsa fruttificazione. La neanide è di colore giallognolo e scurisce durante lo sviluppo; il maschio è alato e compare raramente, la femmina è attera misura circa 5 mm e il suo corpo è completamente ricoperto da uno scudetto di cera convesso (sotto il quale si sviluppano le uova) con disegnata sopra una H.

Gli abbondanti escrementi zuccherini prodotti dalle femmine sviluppano sia una notevole fusaggine sia un effetto lente che brucia il punto della foglia sul quale si trova nonché un forte richiamo alimentare per le formiche.

Lo sviluppo della cocciniglia è favorito nelle annate con autunno e inverno miti e con estate umida e non eccessivamente calda, nonché negli impianti trascurati e sottoposti ad eccessivi apporti di concimi azotati. Inoltre, l'elevata densità d'impianto e le ridotte o mancate potature creano condizioni microambientali particolarmente favorevoli allo sviluppo delle infestazioni.

La lotta contro questo dannosissimo Rincote è sia di tipo agronomico sia di tipo chimico: comunque segue i principi della lotta integrata e guidata. Il metodo chimico prevede una soglia d'intervento pari a 2-5 neanidi per fogli oppure 1 femmina ogni ogni 10 cm di rametto, nel caso si superi si interviene con fosforganici e oli bianchi (si evita l'uso dei primi per l'alta tossicità anche verso l'entomofauna utile, si preferisce il secondo per il motivo opposto).

La lotta agronomica si avvale di potature energiche e di basse concimazioni azotate.

Cocciniglia cotonosa dell'olivo o Filippa (Lichtensia viburni)
Questo Coccide è presente in tutte le diverse regioni olivicole italiane causando seri danno soprattutto alla parte aerea degli olivi.

Il maschio è alato, le neanidi sono di colore giallo-verdastro e di forma ovale, la femmina adulta è lunga 5 mm con il corpo di colore giallognolo con macchie scure: durante l'ovideposizione il loro corpo appare ricoperto da una secrezione cerosa (ovisacco) dove sono contenute le uova. Le parti infestate dalla Lichtensia sono la pagina inferiore delle foglie e dei germogli: il danno causato consiste dalla produzione di melata che porta gli stessi inconvenienti della Cocciniglia mezzo grano di pepe.

Per debellare questo fastidioso e dannoso insetto si ricorre sia ai rapporti di preda/predatore presenti in nature (Coleotteri Coccinellidi) sia a criteri di lotta chimica (prodotti uguali che per la Cocciniglia mezzo grano di pepe) sia a criteri di lotta agronomica (potatura di sfoltimento).

Tignola dell'olivo (Prays oleae)
Questo insetto presenta prevalentemente tre generazioni annuali (larva, crisalide e farfalla adulta), che attaccano rispettivamente le foglie, i fiori e i frutti.

La larva, di lunghezza 6-8 mm e larghezza 1,5 mm, ha un colore verde cenerino col capo rossiccio. La crisalide è di color marrone ed ha una lunghezza di 4-6 mm. L'adulto è una piccola farfalla di color bianco cenerino, di lunghezza 6-7 mm; la prima coppia di ali è caratterizzata da piccole macchie scure, mentre la seconda è di colore uniformemente grigio con un caratteristico bordo frastagliato.

La prima generazione comincia con il bruco, nel tardo inverno scava gallerie nelle foglie, successivamente erode le tenere foglioline e verso Aprile si impupa in un bozzoletto. La seconda generazione penetra nei boccioli floreali (mignole) e si incrisalida. La terza generazione è quella che provoca i danni più gravi, provocando la caduta delle olive e causando forti perdite.

Il danno è simile a quello della larva della mosca, infatti si introduce nelle drupe, scavando gallerie che erodono anche il nocciolo: è qui la differenza rispetto alle gallerie della mosca. Osservando le olive colpite, le larve e le crisalidi si distinguono facilmente da quelle colpite dalla mosca.

La lotta è di tipo chimica e segue le indicazioni di quella guidata ed integrata: si usano insetti entomofagi predatori (Rincoti Antocoridi, Ditteri Silfidi e Neurotteri Crisopidi) e parassitoidi (Imenotteri Calcidoidei e Imenotteri Braconidi); i prodotti chimici usati sono tutti Fosforganici. In alcuni casi si utilizza il Bacillus thuringiensis.
 

Uso in cucina: 

L'olio extravergine di oliva è l'unico olio vegetale ottenuto con sola pressione, senza manipolazione o additivi chimici, a differenza degli oli di semi (soia, arachide, girasole, ecc.).
Contiene le vitamine E, A, K, D che hanno proprietà antiossidanti ed effetto protettivo sulle cellule dell'organismo. Ha un livello di acidità inferiore all'1% (1 grammo per ogni 100 gr).
L'olio extravergine di oliva, a differenza degli altri olii alimentari, è costituito prevalentemente da acidi grassi monoinsaturi, con la presenza in giusta quantità di acido grasso linoleico, polifenoli, vitamina E e beta carotene. La presenza di questi elementi antiossidanti rende l'olio extravergine particolarmente importante per la nostra salute.
E' stato infatti scientificamente verificato che il suo costante utilizzo favorisce un abbassamento del colesterolo "cattivo" (LDL) ed un contestuale innalzamento di quello "buono" (HDL) aiutando a prevenire le malattie cardiovascolari e l'artereosclerosi.
L 'olio di oliva, alimento principe della dieta mediterranea, è il condimento da preferire in assoluto sia crudo, sia per cucinare. Il suo elevato punto di fumo (210 °C  per l'olio extravergine di oliva) ne fa uno dei condimenti più adatti per le fritture. Come tutti i grassi ha un  altissimo valore energetico (899 Kcal per 100 grammi) e per tal motivo, nonostante le sue benefiche proprietà, è bene non abusarne. In particolare, specie in caso di obesità e sovrappeso, si consiglia di dosarlo con un cucchiaio o con un cucchiaino, rispettando le dosi previste dal programma alimentare.
L'Olivo dà olio di ottima qualità, l'unico che in natura sia dotato di vitamina A che lo protegge dalle ossidazioni. Gli altri oli vegetali, infatti, per poter resistere nel tempo hanno bisogno dell'aggiunta di agenti antiossidanti. L'estrazione dell'olio dalle olive non comporta alcun processo di trasformazione in quanto, nelle olive, l'olio è già pronto e bisogna soltanto estrarlo. La qualità dell'olio dipende da diversi fattori, ma, in particolare, dal tipo di raccolta e dal tempo che intercorre da quando le olive sono staccate dall'albero sino alla molitura.

 

Proprietà terapeutiche: 

Le parti della pianta utilizzate in Fitoterapia sono le foglie e i frutti e anche la corteccia.
E’ impiegato per uso interno nei casi di stipsi, ipertensione e nella ipercolesterolemia, mentre per uso esterno è usato nella cura della pelle secca e screpolata.
L’olio ricavato dai frutti ha proprietà lassative ed emollienti; le foglie dell’olivo hanno azione ipotensiva, ma solo se la pressione è veramente elevata, ipocolesterolemizzante, ipoglicemizzante; Il decotto di foglie e corteccia viene utilizzato per combattere reumatismi, febbre, gotta, ipertensione arteriosa, emorroidi e per disinfettare piaghe e ferite.
In farmacia  l’olio di oliva entra a far parte di linimenti, pomate e unguenti.
In campo cosmetico, serve per fare saponi, dove si utilizza l’ultimo prodotto della torchiatura.

 

Curiosità: 

Il legno, molto apprezzato, duro,robusto e di colore bruno rossastro, si presta all'impiego in falegnameria ed alla produzione di piccoli oggetti di artigianato e come parquet.
L'Olivo dà ottimo legname da opera. Tuttavia è difficile ricavare legname sufficiente per mobili per cui il suo impiego è soprattutto nell'ambito dell'ebanisteria con la realizzazione di piccoli e preziosi oggetti. Si lavora benissimo al tornio ed assume caratteristiche di lucentezza uniche.
La legna ha un grande potere calorifico ed è molto apprezzata da ardere.
La fronda viene utilizzata, durante il periodo della potatura per alimentare gli animali.
I noccioli delle olive sono un ottimo combustibile, economico e soprattutto ecologico, dato che la quantità di CO2 emessa durante la combustione è la stessa rilasciata durante la decomposizione naturale. I noccioli rappresentano quindi un'importante risorsa energetica per i Paesi produttrici ed esportatori di olio di oliva.
A Madrid lo sfruttamento di questa fonte energetica è già iniziato e fornisce tuttora calore ed acqua calda a diverse abitazioni.

L'Olivo nella bibbia
Nella bibbia c'è scritto che, dopo il diluvio, Noè mandò la colomba per vedere se le acque si erano abbassate; al secondo tentativo la colomba tornò portando  nel becco una foglia fresca di Olivo. Sceso dall'arca, Noè fece l'agricoltore e piantò la vigna per fare il vino, ma questa è un'altra storia. Qui si sottolinea l'ordine di importanza: prima l'Olivo, poi la Vite. Getsemani, il Monte degli Olivi. E' il luogo dove Gesù era solito recarsi per pregare. Qui si recò il giorno prima della crocifissione assieme ai suoi discepoli che invitò a pregare per non cadere in tentazione

L'Olivo nel mito greco
Minerva (Athena) e Nettuno (Poseidone) si contendevano il predominio sull'Attica. In particolare disputavano su chi avesse la precedenza nella edificazione di un tempio da parte degli uomini ad Atene, sull'Acropoli. Chiesto l'intervento di Giove, questo rispose che avrebbe avuto la precedenza chi avesse fatto agli uomini il dono più utile. Athena diede l'Olivo, Poseidone il cavallo. A giudizio di Cècrope, fondatore e primo re di Atene, vinse l'Olivo nonostante il cavallo fosse un mezzo importantissimo di lavoro, di trasporto e di guerra. E ciò la dice lunga sull'importanza che i Greci attribuivano a questa pianta che, ovviamente, era sacra a Minerva.

L'Olivo nella letteratura greca
Secondo Omero il letto di Ulisse era fatto da un tronco di Olivo e questa rivelazione fu la prova per il riconoscimento definitivo da parte di Penelope del marito dal ritorno dalla guerra di Troia. Sempre secondo Omero, la clava  brandita dal Ciclope era di legno di Olivo. Secondo Teocrito di legno di Olivo era anche la clava di Ercole
 

Zone del Giardino in cui si trova: 
Far nascere la vita dalla morte, dal ricordo doloroso, dalla sofferenza, dal dolore che ti accompagna ogni giorno e che diventa parte di te stesso e che ti accorgi non riuscirai più a farne a meno, mentre il mondo continua a evolvere o a involvere e le stagioni si trasformano e il giorno diventa notte e la notte giorno. E' la scommessa della vita, in fondo: continuare a vivere nonostante la morte che si ha nel cuore o il desiderio inespresso "dell'altra vita felice" così come la chiamano Antonella e Valerio in uno scritto che hanno inviato. Anche io ho perso un figlio,Paolo, uno di questi angeli a cui questi carissimi amici hanno voluto dedicare il giardino ed ora so che in ogni momento, in ogni luogo, dovunque sia, su una panchina di quel giardino qualcuno trascorrerà le sue giornate o le aiuole sboccieranno in primavera o i bambini giocheranno nel prato e la vita continuerà a partorire gioie e dolori, inesorabilmente. Mi avete fatto un grande regalo, oggi, ma non solo a me, lo so per certo; a Paolo, a Sara a tanti altri bambini che come loro hanno combattuto una battaglia troppo grande, ma che non hanno perso. Perchè la morte non vince, mai. Lorella
-- Lorella Daddi Simoncini