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Nome latino: 
Leontopodium Alpinum
Famiglia: 
Asteraceae o Compositae
Caratteristiche generali: 

In natura vegeta nei pascoli alpini da 1.500 a 2.600 (3.000 m)cresce su pascoli magri e costiere rocciose calcaree di alta montagna.
Essendo una pianta rara è totalmente protetta, ma adesso ne è concessa la coltivazione della pianta ibrida attraverso seminazione. Le località di vendita della pianta in vaso sono soprattutto al nord: verso le alpi e nelle dolomiti.
E’ di piccole dimensioni, la pianta raggiunge a malapena i 20 cm di altezza.
Le foglie sono ricoperte da una peluria argentea e riunite alla base in modo da assumere la forma di una rosetta.
L'infiorescenza è formata da 2-10 capolini giallastri circondati da una rosetta di 9-12 foglie carnose e vellutate di colore biancastro, erroneamente considerate dei petali, riunite tra di loro tanto da formare un fiore a stella.
Fioritura in Luglio, Agosto.
Dopo la prolungata fioritura, le brattèe ( le foglie disposte a rosetta) appassiscono lasciando i capolini femminili fecondati pronti a far maturare i semi.
 

Coltivazione: 

Si coltivano in terreni  porosi e ben drenati  composto da ghiaia, sabbia e terra di abete.
Le piantine, se coltivate in giardino, dovranno essere esposte in posizione soleggiata ma allo stesso tempo al riparo dalle piogge: l’ideale sarebbe porle a ridosso di pareti rocciose.
Concimare in primavera mescolando al terreno, nei pressi delle piante, un concime granulare a lenta cessione, la cui azione dura circa 3-4 mesi.
Queste piante perdono la parte aerea durante i mesi più freddi dell'anno. Con l'arrivo della primavera ricominciano rapidamente a produrre fusti e foglie.
Possono sopportare senza problemi temperature minime anche molto rigide, di molti gradi inferiori allo zero.
 

Proprietà terapeutiche: 

In cosmesi gli estratti di  Leontopodium alpinum  vengono utilizzati per le loro proprietà antinfiammatorie, dermoprotettive ed antiossidanti. 

Curiosità: 

Il suo nome deriva dal greco lèon (leone) e poùs (piede); in passato si supponeva appunto che il suo fiore assomigliasse agli arti del leone.
Una leggenda narra che un giovane recatosi in montagna a raccogliere erbe e a caccia di marmotte non fece più ritorno a casa; la moglie preoccupata, essendo passati ormai alcuni giorni, si recò alla ricerca del marito. Ne ritrovò il corpo esanime tra due lastroni di ghiaccio e non potendolo raggiungere rimase a piangerlo, sulla sporgenza della roccia sovrastante, per tutto il giorno. Quando venne il buio la giovane non si mosse e continuò il suo pianto per tutta la notte, tanto che la mattina successiva i suoi capelli e le ciglia erano ricoperti di brina, come una peluria argentata. Pregò poi il Signore chiedendo di poter restare per sempre vicino al suo amore e di poterlo vegliare da lassù, non potendogli andare vicino. Il suo desiderio fu esaudito e fu trasformata nel bel fiore che è il simbolo delle Alpi, la Stella alpina.
La tradizione vuole che la Stella alpina sia specie che cresce, rara, sulle rocce in luoghi difficilmente raggiungibili, cosa che la rende particolarmente appetita ai turisti; in realtà essa cresce prevalentemente e comunemente sui pascoli alpini, oltre il limite dei boschi. A causa della raccolta indiscriminata la specie è minacciata di estinzione.  
 

Zone del Giardino in cui si trova: 

si entra non solo in un giardino, ma in un luogo di pace e amore. Quell'amore ci lega, ovunque noi siamo.

"Quel che Amore tracciò in silenzio, accoglilo. Che udir con gli occhi è finezza d'Amore" (Cit. William Shakespeare)

-- Daniele