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Nome latino: 
Pittosporum Heterophyllum
Famiglia: 
Pittosporaceae
Caratteristiche generali: 

 Specie arbustiva densamente ramificata che presenta foglie persistenti, strette, di forma ovale-lanceolata, lunghe 2-4 cm.

Varietà abbastanza rustica  e non molto grande (1-2 m in altezza e 1,5 m in ampiezza). I piccoli fiori, di di colore giallo chiaro, presentano calice tuboloso e corolla formata da petali ricurvi e compaiono riuniti in pannocchie terminali compaiono in aprile-maggio, sono, profumatissimi e molto apprezzati dalle api.

 Il profumo dei suoi fiori è simile a quello emesso dai fiori d'arancio.

Le piante di Pittosporum non sono di difficile coltivazione e formano delle eccellenti siepi, di rapido accrescimento e molto decorative.
 

La pianta di Pittosporo si moltiplica per talea o per seme.

Nel scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri, nel qual caso qualora si voglia ottenere un Pittosporo ben preciso è bene fare la moltiplicazione per talea.
MOLTIPLICAZIONE PER TALEA
La talea di Pittosporum può essere prelevata dai fusti d'estate.
Le talee devono essere lunghe 8-10 cm e vanno tagliate, da piante robuste ed in buona salute, immediatamente sotto una foglia e vanno eliminate le foglie più basse. Il taglio deve essere fatto in senso obliquo in quanto ciò permette d'avere una maggiore superficie per la radicazione ed evita l'accumulo di acqua su questa superficie.
Per questa operazione è bene usare una lametta o un coltello affilato per evitare le sfilacciature dei tessuti; l'attrezzo inoltre è bene sia pulito e disinfettato (preferibilmente alla fiamma) per evitare di infettare i tessuti e disinfettatela ad ogni taglio.
La parte tagliata va immersa in una polvere rizogena mischiata ad un buon fungicida ad ampio spettro (reperibili da un buon vivaista) per favorire la radicazione e prevenire eventuali attacchi fungini.
Successivamente si sistemano le talee di Pittosporo in una composta formata in parti uguali da torba scura e sabbia grossolana.
Fate un buco con una matita e sistematela ad una profondità di 1,5-2 cm. Abbiate cura successivamente di compattare delicatamente il terriccio.
La cassetta o il vaso si ricoprono con un foglio di plastica trasparente (o un sacchetto messo a cappuccio) e si colloca all'ombra e ad una temperatura intorno ai 18°C avendo cura di tenere il terriccio sempre leggermente umido (annaffiare sempre senza bagnare la piantina in radicazione con acqua a temperatura ambiente e non calcarea). Ogni giorno togliete la plastica, controllate l'umidità del terreno ed eliminate dalla plastica la condensa.
Una volta che iniziano a comparire i primi germogli (in genere dopo un mese, un mese e mezzo) vuol dire che la vostra talea di Pittosporum ha radicato a quel punto si toglie la plastica e si piantano nel vaso definitivo di circa 10 cm di diametro così come indicato per le piante adulte. Le giovani piantine è preferibile, se devono essere trapiantate all'aperto, che trascorrano l'inverno in ambiente protetto e messe a dimora in primavera.
MOLTIPLICAZIONE PER SEME
I semi di Pittosporum vanno piantati in una composta formata da una parte di terriccio fertile ed una di sabbia grossolana o perlite o vemiculite a marzo. I semi, prima di essere utilizzati vanno ripuliti per bene dalla sostanza resinosa che li circonda.
Il vassoio che contiene i semi va tenuto alla luce e in un luogo caldo. E' fondamentale che il terriccio sia costantemente umido (usate uno spruzzatore per inumidire totalmente il terriccio) fino al momento della germinazione.
Il vassoio va ricoperto con un foglio di plastica trasparente (o con una lastra di vetro) che garantirà una buona temperatura ed eviterà un disseccamento troppo rapido del terriccio. Il foglio di plastica va rimosso ogni giorno per controllare il grado di umidità del terreno e togliere la condensa.
Una volta che i semi di Pittosporo hanno germogliato si toglie il telo di plastica e si sposta la cassetta in una posizione più luminosa (non sole diretto).
Quando le piantine saranno sufficientemente grandi da essere manipolate si trapiantano in vasetti singoli.
Se devono essere trapiantate all'aperto, aspettate la primavera successiva e fate passare alla pianta il primo inverno in ambiente protetto.

Coltivazione: 

 

Non è particolarmente esigente in fatto di terreno, l’ideale è comunque un terreno di medio impasto con buone quantità di sostanza organica.

La caratteristica più importante che deve avere è la possibilità di consentire un rapido sgrondo delle acque in eccesso ed essere tendenzialmente alcalino, non ama infatti i suoli acidi. Se il terreno è molto compatto è utile mescolare al terriccio della vermiculite o della perlite o della sabbia grossolana che renderanno in terreno più soffice e maggiormente drenante.

Si adatta a tutti i terreni e alle esposizioni soleggiate

 Resiste bene anche alla siccità

Ama i terreni umidi, per cui dalla primavera e per tutta l'estate la pianta di Pittosporum va annaffiata abbondantemente, aspettando che il terriccio si asciughi tra un'annaffiatura ed un'altra.

Quando la annaffiamo ricordiamo che è una pianta che tollera meglio la siccità che non le eccessive irrigazioni.

 La pianta di Pittosporum è una pianta che si presta bene ad essere potata, soprattutto per mantenere una forma compatta e decorativa della chioma, accorciando i rigetti troppo lunghi e sparsi ed i rami troppo sottili.
La potatura si effettua in aprile - maggio.

Malattie Parassiti Avversità: 

 Le piante di Pittosporo non sono piante particolarmente soggette a malattie.

 In ogni caso possono essere colpiti dai seguenti parassiti:

Afidi: attaccano foglie e fiori. Succhiano la linfa e rendono la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con insetticidi specifici.

Cocciniglie cotonose: può attaccare le piante, specie in presenza di clima caldo e secco. Bisogna asportarle, trattare la pianta con un prodotto anticoccidico ed elevare il tasso di umidità ambientale (le spruzzature e i lavaggi fogliari permettono di eliminare le cocciniglie allo stato larvale). In alternativa al prodotto chimico, si possono strofinare le parti colpite con un batuffolo di cotone bagnato con acqua e alcool, poi vanno lavate con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.

Cocciniglie brune: si manifestano con la formazione di escrescenze (determinate dal piccolo “guscio”) marroni e conferendo alla pianta un aspetto nerastro e appiccicoso (a causa della produzione da parte della pianta di sostanze zuccherine che la rendono soggetta all’attacco di funghi e fumaggini). Si combattono asportandole e trattando la pianta con un prodotto anticoccidico o strofinando le parti colpite con un batuffolo imbevuto di acqua e alcool.

Gli attacchi di Cocciniglie possono essere molto gravi, se non si interviene tempestivamente.

 

Se le foglie iniziano ad ingiallire e successivamente a queste manifestazioni si accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Osservando attentamente si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Con questa sintomatologia siamo molto probabilmente in presenza di un attacco di ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso e dannoso.

Il rimedio consiste nell’aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se la pianta non è particolarmente grande, si può anche provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il parassita usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato. Dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.

Particolarmente pericolose per il pittosporum sono le gelate tardive, che nei casi più gravi possono provocare anche la morte della pianta.

Se le foglie appassicono e scuriscono vuol dire che c'è una carenza d'acqua, per cui è occorre regolare meglio l’irrigazione.

 

Curiosità: 

 Il nome Pittosporum deriva dal greco "pitta = pece" e "sporos = seme" che significa "semi a rivestimento resinoso" per alludere al fatto che i semi di questo genere sono ricoperti da una sostanza appiccicosa simile alla resina.

Zone del Giardino in cui si trova: 
L'amico Massimo Piani ha voluto onorarmi dell'ospitalita' durante il concerto del prossimo 4 Settembre. Sara' un piacere leggere ai presenti qualche mia poesia, da modesto neofita, con l'auspicio di sbriciolare insieme qualche frammento di emozione. Complimenti per il sito e la vostra attivita'...se non prima al 4 settembre.
-- mirco mazzini