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Nome latino: 
Photinia X Fraseri
Famiglia: 
Rosaceae
Caratteristiche generali: 

Arbusto, o piccolo albero, sempreverde, che può raggiungere i 3-4 metri di altezza; si tratta di un ibrido.
E’un arbusto abbastanza compatto ed eretto, assume una forma tondeggiante, è frondoso, con fusti sottili, ben ramificati; le foglie sono ovali o lanceolate, di colore rosso vivace quando germogliano, divengono poi verde scuro; anche durante l'autunno e l'inverno alcune foglie possono assumere colorazione aranciata.
All'inizio della primavera produce numerosi piccoli fiori bianchi in un primo momento poi marroni, riuniti in corimbi, delicatamente profumati. In estate sulle piante è possibile vedere alcune piccole bacche rossastre.
E’un arbusto ottimo per un uso ornamentale e per la costruzione di siepi.
Moltiplicazione: si propagano prelevando delle talee semi legnose durante l'estate; i piccoli rametti verranno fatti radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali, che va mantenuto umido fino a radicazione completata. Le giovani piante si coltivano in contenitore per 2-3 anni prima di porla a dimora in piena terra.
 

Coltivazione: 

Deve essere esposta in pieno sole o a mezz’ombra ed in un luogo riparato dai venti freddi ed asciutti dell'inverno anche se è una pianta rustica che resiste fino a -15°. Non temono neanche il caldo afoso di luglio ed agosto. sono molto adatte per l'arredo urbano, poichè non vengono rovinate dalle polveri o dall'inquinamento.
Non ha particolari esigenze in fatto di terreni; può svilupparsi anche nella comune terra da giardino, preferisce i terreni sciolti e soffici, ricchi in materia organica, evitare i terreni calcarei, su cui manifesta clorosi.
Teme invece i ristagni idrici è quindi bene coltivare le photinie in terreno molto ben drenato, oppure aggiungere alla terra del giardino della sabbia di fiume, in modo da migliorare il deflusso dell'acqua.
Epoca d’impianto: ottobre o marzo/aprile.
Prima dell’impianto sono utili lavorazioni fino a 30 cm di profondità, con arature, erpicature e fresature, con cui interrare concimi organici.
Concimazione da ripetere a fine inverno interrando ai piedi della pianta del concime organico ben maturo, oppure del concime granulare a lenta cessione.
La Photinia x Fraseri va annaffiata regolarmente, soprattutto gli esemplari giovani, durante i mesi più caldi dell'anno, evitando di lasciare il terreno asciutto per periodi di tempo molto lunghi, le piante a dimora da anni possono accontentarsi delle piogge, anche se è bene annaffiare in caso di prolungata siccità.
Dopo la fioritura è consigliabile potare le ramificazioni più lunghe, in modo da mantenere l'arbusto denso e ben ramificato anche nella parte bassa; è anche possibile far sviluppare la pianta liberamente, o ad alberello, in modo da ottenere un piccolo albero con chioma arrotondata
C'è una regola di potatura per tutti piante sempreverdi - si potano all’ inizio dell’ estate, prima dell caldo forte, evitare l’operazione nei periodi di lunga siccità.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

La Photinia può essere colpita dall’ oziorrinco, un coleottero che danneggia la pianta sia nello stadio di adulto che di larva.
Gli adulti si nutrono delle foglie, provocando, con profonde erosioni, danni estetici e funzionali (ridotta fotosintesi).
Le larve provocano danni al colletto e alle radici, nutrendosi di essi, e danneggiandone la funzionalità fino a compromettere la vitalità delle piante più giovani.
E’ molto importante conoscere il ciclo biologico dell’oziorrinco per potere attuare una lotta efficace: sverna generalmente come larva matura o pupa nel terreno e, in alcuni casi, come adulto. Verso la metà-fine di aprile gli adulti fuoriescono dal terreno e si dirigono verso la chioma, dove iniziano a nutrirsi delle foglie. Si nutrono generalmente di notte, uscendo dal terreno al crepuscolo. Dopo circa un mese di nutrimento, inizia la deposizione delle uova, poco sotto il livello del terreno. Le giovani larve iniziano a nutrirsi voracemente di colletto e radici.
Se sverna come adulto, una volta giunto in superficie inizia a nutrirsi intorno al mese di aprile. I primi danni che si osservano sulle foglie possono provocare una certa confusione per quanto riguarda un’efficace organizzazione della lotta. Infatti sono provocati dai pochi adulti svernanti.
I danni maggiori si osservano successivamente, quando sono divenute adulte le larve o le pupe svernanti. Un secondo danno sulle foglie si osserva a fine estate; prima di interrarsi per trascorrere l’inverno, gli adulti si possono ancora nutrire

Lotta Chimica  contro le larve si può intervenire chimicamente con principi attivi quali carbosulfan, Benfuracarb, prodotto sistemico, o clorpyriphos, granulare, persiste nel terreno 2-3 mesi. Contro gli adulti si possono utilizzare principi attivi quali acephate, azinphos-methyl, deltametrina, piretro o cyflutrin.
Si consiglia di intervenire nelle ore serali.

Lotta Biologica: si utilizzano prodotti a base di larve di nematodi del genere Heterorahbditis ( H. heliothidis). Le larve sono in grado di parassitizzare le giovani larve di oziorrinco. Come già descritto, la difficoltà dell’applicazione della lotta biologica consiste nello stabilire il giusto momento di intervento, in cui si presume la presenza di larve di oziorrinco nello stadio di maggiore suscettibilità. Come descritto nel ciclo biologico, dopo circa un mese dall’osservazione della comparsa degli adulti, si possono distribuire le larve di nematodi. Il terreno deve essere ben inumidito, sia prima del trattamento, che dopo, per circa dieci giorni e va mantenuto ben irrigato.

Afidi: verdi o bruni, si ritrovano soprattutto su gemme e giovani foglie.

I sintomi sono l’arricciamento e accartocciamento delle foglie colpite. Sono frequenti soprattutto in primavera e a inizio estate, ma non rappresentano un problema particolarmente grave e specifico per la fotinia
Lotta: con prodotti a base di Imidacloprid (Confidor), ad azione sistemica, Bifentrin (Brigata), Etiofencarb (Croneton), Fenpropatrin (Danitol), Deltametrina (Decis), acephate (Ortene), Pymetrozine (Plenum), ad azione sistemica.

Altre malattie che si possono verificare sono quelle fungine date da sbalzi termici nel periodo primaverile e piogge frequenti.
Eccessi di annaffiature o un terreno scarsamente permeabile possono favorire l'insorgenza di marciumi radicali.
 

Curiosità: 

Quando si trova una “x” tra il nome del genere e quello della specie significa che la pianta in questione è un ibrido.
I “genitori” di questa pianta sono nativi del Giappone (P. glabra) e della Cina(P. serrulata).
 

Zone del Giardino in cui si trova: 
Il giardino è proprio un posto fatato e carico di tanto tanto amore.. Bellissimo anche il giardino segreto.. ogni bambino o fanciullo vorebbe giocare, nascondersi.. chi non ha mai sognato di avere un giardino segreto?? Mi piace tanto pensare che tutti i bambini che hanno lasciato noi mamme così prematuramente giochino assieme proprio in questo giardino.. Grazie per questo piccolo paradiso e conto di tornare con tutta la mia famiglia...... Lucia
-- lucia