La Rassegna "I Suoni degli Angeli 2018" chiude MARTEDI' 28 agosto alle ore 20,45 con il grande VITO !

Saremo al Giardino degli Angeli e i cancelli apriranno alle ore 19,45 circa, al termine delle prove dell'Artista.
L'ingresso è sempre a offerta libera (graditi almeno € 5/persona) e l'incasso sarà interamente devoluto in beneficenza.

 

Descrizione dello spettacolo:

 

"VITO, con i suoi monologhi, porta in scena un mondo. Il mondo della sua infanzia, le radici della sua maschera emiliana. I protagonisti sono donne e uomini padani, personaggi zavattiani legati alla terra e al buon cibo e quindi all’amore, simboli di quell’identità che parte da Bertoldo, passa per Zavattini e arriva fino a Fellini, quello di Amarcord. Età diverse, generazioni differenti, esperienze con i segni delle stagioni sociali che si sono succedute con rapidi cambi di fondale in un’area geografica definita, la pianura bolognese. Dalla periferia urbana alla “bassa”, dalle ex – risaie alle colture in serra, dal lavoro a domicilio all’orizzonte della “globalizzazione”: praticamente, il teatro dove, negli ultimi 50 anni, è cambiato tutto. Ogni personaggio parla in prima persona, esprimendosi in una sorta di monologo che porta in luce frammenti autobiografici, evocando quadri di vita vicini e lontani nel tempo. Talvolta le ricette, ritrovate nei ricettari domestici, tramandati di generazione in generazione, vergati a mano come le pagine di un diario, sono rappresentate sul palcoscenico, come formule di un sentimento, come i suggelli metaforici degli affetti familiari. Dalla tavola parte una sequenza di ritratti a campo più largo, dove non è difficile scoprire il rimescolio di esperienze, di costumi, di linguaggi che ha segnato il paesaggio umano in questi ultimi decenni. Ci sono storie vere e storie inventate; personaggi fantastici e personaggi reali. Tutti sono accumunati dall’essere surreali, dal vivere nel confine dell’assurdo, cresciuti dove la fame faceva fare i bambini e dove i circhi miseri di provincia erano costretti, durante le permanenze a cucinare i leoni che, essendo magrissimi, non sfamavano nessuno. Uno spettacolo di atmosfere, che narra di un mondo che non c’è più, un universo surreale e affascinante, quello della Bassa che Zavattini amava descrivere con una riga, che quando c’è la nebbia diventa un tutt’uno tra cielo e terra."

Non ho molto da aggiugere ai sentimenti di solidarietà e di ammirazione: so solo che adesso che so che esiste un giardino creato con quello stesso sforzo che nel quotidiano tutti noi siamo chiamati a condividere, ora che so che esiste oltre alla verità che la vita continua anche la necessità di vederla crescere insieme alle piante di questo giardino, ora che so che la vs. testimonianza debba essere condivisa, io e i miei ragazzi ci prendiamo l'impegno di visitarlo quanto prima.
-- marco