
Il laghetto è stato realizzato distribuendo e pressando uno strato di circa 30 cm circa di argilla sul fondo dello scavo.
Lo scavo era stato precedentemente modellato in modo da ottenere 3 zone a profondità diversa; 60 cm nel punto più profondo ( zona C), 40 cm per la zona intermedia e 20 cm per il gradino meno profondo.
Una volta terminate queste operazioni si è steso su tutta la superficie dello scavo uno strato di tessuto non tessuto e un telo di PVC dello spessore...

Anche sopra il telo in PVC si è steso un altro strato di tessuto non tessuto in modo da proteggerlo ulteriormente da rotture accidentali e si è proceduto a posizionare i sassi sia sul fondo che sulle pareti e sui bordi in modo da occultare il telo.
Il laghetto dispone di un tubo da cui defluisce l’acqua (il troppo pieno) verso una cisterna interrata. Da qui, tramite una pompa, viene prelevata l’acqua che alimenta il geyser e il ruscello.
Il capitolo piante è molto importante per l’equilibrio biologico e il mantenimento dell’acqua pulita.
Dal punto di vita biologico l’insieme delle piante acquatiche si può dividere in 3 gruppi:
- piante per terreni umidi
- piante palustri
- piante acquatiche, sia fissate al fondo sia galleggianti.
Le piante acquatiche si possono a loro volta dividere in 3 gruppi ognuno con una sua funzione biologica molto importante per creare un ecosistema equilibrato, da questo punto di vista le piante palustri hanno un’importanza minore anche se sono più appariscenti.
Le ninfee con le loro foglie che si sviluppano sulla superficie dell’acqua riducono la superficie esposta alla luce solare e in questo modo si evita il surriscaldamento dell’acqua e si riduce la crescita delle alghe.
Le piante ossigenanti, che vivono nelle zone più profonde, forniscono l’ossigeno indispensabile ai microrganismi che hanno il compito di decomporre la sostanza organica e consumano sali minerali sottraendoli alle alghe che rendono l’acqua verde.
Le piante ossigenanti sono il vero motore di un laghetto, senza di esse diventa difficile contrastare le alghe. Ci sono poi le piante galleggianti che contribuiscono con le loro radici fluttuanti a filtrare ulteriormente l’acqua.
Le piante presenti nel laghetto:
Ninfa "Marliacea Albida"

Myriophyllum aquaticum

Pianta ossigenante che richiede al di sopra di essa dai 20 ai 50 cm di acqua.
Elodea densa

Pianta ossigenante che richiede profondità dai 40 ai 100 cm.
PIANTE PALUSTRI:
Iris Pseudacorus "Plena"

Iris setosa

Iris pseudacorus

Iris versicolor

Zantedeschia aethiopica

Jussiaea grandiflora

Eichhornia crassipes

Pistia stratiotes

L’ultima forma di vita presente nel laghetto sono i pesci.
Abbiamo scelto un pesciolino sicuramente non appariscente ma molto utile: la gambusia.
Gambusia Affinis, è il nome scientifico di un pesciolino davvero interessante. Della famiglia dei Poecilidi e dell’ordine dei Ciprinodontiformi originario degli Stati Uniti è stato introdotto in Italia per la bonifica di vaste aree paludose al fine di contrastare ed eliminare la diffusione della zanzara, delle cui larve esso è ghiotto.
Ogni Gambusia divora fino a 150 larve di zanzara al giorno.
Le misure sono abbastanza ridotte, il maschio non supera i 3,5 cm ed è di colore grigio o bruno argenteo, la femmina non va oltre i 6,5 cm. ed è di colore marroncino chiaro più sullo sbiadito. Altra caratteristica è la presenza di una fascetta nera che attraversa verticalmente, quasi tagliandolo a metà, l’occhio. In natura preferisce le acque calme con poca corrente oppure pozze d’acqua ferma, ricche di vegetazione; è possibile trovarla anche nei canali di scorrimento delle acque reflue. E se parliamo di acque diciamo subito che la Gambusia si adatta a qualsiasi tipo di acqua con diverso grado di durezza. La temperatura dell’acqua può andare dai 3° ai 30°.


Le Gambusie non depositano uova, ma partoriscono direttamente molti pesciolini, aumentando così la funzione larvicida. Sono assai prolifiche, si riproducono almeno 4 - 5 volte per stagione e basta una coppia adulta per averne molte in una stagione.
È fondamentale che i pesci siano soli, non siano cioè messi insieme ad altre specie che possano predarli e che siano presenti piante acquatiche, che, oltre ad abbellire l'ambiente, serviranno ad ossigenare l'acqua ed a riparare gli avannotti per evitare che vengano scambiati per cibo, dagli adulti.
- testi in lingua inglese: Frank Torrecuso -