Ruta Comune

Nome latino: 
Ruta Graveolens
Famiglia: 
Rutacee
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Pianta aromatica con foglie molto profumate, utilizzata anche come pianta ornamentale.

Coltivazione: 

E’ una pianta rustica che si adatta anche a zone a clima rigido. Tuttavia durante il periodo invernale è bene proteggere le radici della pianta con con foglie secche o paglia.
Si mette a dimora nel mese di ottobre o di marzo in terreni ben drenati e soleggiati, prospera in terreni sabbiosi poveri.
Se si desidera formare delle siepi, si mettono a dimora le piante alla distanza di 30-35 cm.
Richiede irrigazioni regolari nelle fasi iniziali, poi è più tollerante alla siccità.
Potatura: n primavera, per mantenere un aspetto compatto, si recidono i rami, lasciando il legno vecchio.

 

Uso in cucina: 

 Sia le foglie sia i semi venivano spesso usati in cucina dai romani e nel Medioevo.

Ha un sapore penetrante e amaro, ma in piccole quantità e tritata costituisce un aroma insolito con pesce , uova, insalate e preparazioni alla panna. Le foglie vengono impiegate anche nelle preparazione di un aceto e olio particolari.

Della ruta si utilizzano le parti terminali della pianta più tenere e le foglie raccolte da maggio ad agosto. Si possono utilizzare anche essicate.
Il suo più famoso uso è quello in infusione nella grappa.

Proprietà terapeutiche: 

La ruta è una pianta officinale le cui caratteristiche erano conosciute già dall'antichità.
La ruta è costituita da: tannini, acidi organici, resine, olio essenziale. Contiene inoltre furocumarine e rutarine, alcaloidi presenti nell’olio essenziale che la fanno classificare come pianta tossica.
La pianta di Ruta è una delle piante note nell'erbario con proprietà antiemorragiche, stimolanti, digestive, antispasmodiche intestinali.
Il rimedio omeopatico è indicato in caso di occhi affaticati, mal di testa, dolori continui e acuti, crampi, tosse, infiammazione del periostio, mal di schiena, gomito del tennista, esostosi del carpo, depressione, ansia e dopo interventi chirurgici, contro le contusioni delle ossa e lesioni ai tendini provocate da traumi sportivi. E' d'aiuto anche in caso di stati d'ansia e depressione in seguito a un periodo di stanchezza psichica.
La polpa e il succo della pianta possono risultare fortemente irritanti se applicati sulla pelle; la polpa si usava un tempo, a rischio di forti infiammazioni, per eliminare i porri..
La leggenda narra che Leonardo attribuiva le sue straordinarie capacità visive alla Ruta.: effettivamente gli sciacqui con un infuso di questa erba ridanno benessere agli occhi affaticati e il rimedio viene utilizzato anche per chi usa gli occhi e li affatica in lavori di grande precisione o con l’uso del computer

 

Curiosità: 

Un tempo si credeva che piantare la ruta agli angoli dei giardini tenesse lontani topi, serpenti ed energie negative (streghe e gli spiriti maligni).
Anche in ambiente domestico è efficace tenere qualche ramoscello di Ruta fresca negli ambienti infestati dai topi che non ne sopportano l'odore.
Anche cani e gatti odiano l'odore di ruta.  Le foglie essiccate e schiacciate possono avere un effetto  insetto-repellente.
L'erba della ruta era ritenuta l'erba contro la paura: si metteva in tasca, appunto, quando si dovevano affrontare situazioni di paura e le case in cui cresceva erano ritenute privilegiate.
Alcune persone sono allergiche alla  ruta e ottenere un rash cutaneo dal contatto, soprattutto nei giorni caldi, con la comparsa di vesciche e macchie della pelle.
Per alcune persone, l'ingestione provoca un aumento della fotosensibilità e può portare a gravi scottature.
L'ingestione di grandi quantità di ruta può causare dolore violento allo stomaco, vomito e convulsioni.  Le donne incinte non dovrebbero mai ingerire ruta.

 

Zone del Giardino in cui si trova: 
Far nascere la vita dalla morte, dal ricordo doloroso, dalla sofferenza, dal dolore che ti accompagna ogni giorno e che diventa parte di te stesso e che ti accorgi non riuscirai più a farne a meno, mentre il mondo continua a evolvere o a involvere e le stagioni si trasformano e il giorno diventa notte e la notte giorno. E' la scommessa della vita, in fondo: continuare a vivere nonostante la morte che si ha nel cuore o il desiderio inespresso "dell'altra vita felice" così come la chiamano Antonella e Valerio in uno scritto che hanno inviato. Anche io ho perso un figlio,Paolo, uno di questi angeli a cui questi carissimi amici hanno voluto dedicare il giardino ed ora so che in ogni momento, in ogni luogo, dovunque sia, su una panchina di quel giardino qualcuno trascorrerà le sue giornate o le aiuole sboccieranno in primavera o i bambini giocheranno nel prato e la vita continuerà a partorire gioie e dolori, inesorabilmente. Mi avete fatto un grande regalo, oggi, ma non solo a me, lo so per certo; a Paolo, a Sara a tanti altri bambini che come loro hanno combattuto una battaglia troppo grande, ma che non hanno perso. Perchè la morte non vince, mai. Lorella
-- Lorella Daddi Simoncini