Alloro del Portogallo, Lauro del Portogallo

Nome latino: 
Prunus Lusitanica
Famiglia: 
Rosaceae

Undefined
Coltivazione: 

 In natura si trovano principalmente lungo torrenti di montagna, preferendo sole e terreni umidi ma ben drenati.
Si adatta a diversi tipi di terreno, in generale deve essere fresco, umido e ben drenato.
Vive bene con qualsiasi temperatura, può essere danneggiato solamente da gelate prolungate
Il Prunus lusitanica va collocato in un luogo dove possa ricevere la luce solare diretta.
Sopporta bene le potature, anche ripetute, per questa sua particolare resistenza è apprezzato per la creazione di siepi, anche di forme particolari. Si intervine e fine inverno con una potatura decisa, in agosto è possibile intervenire con una potatura di mantenimeto della forma desiderata
Concimazione: utilizzare del concime organico, o del concime granulare a lenta cessione, intervenendo alla fine dell'inverno ed alla fine dell'estate
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Verso la fine dell'inverno, in presenza di gemme ancora chiuse, possiamo praticare un trattamento a base di rame e zolfo, per evitare il manifestarsi di malattie fungine; nell'arco dell'anno poi sarebbe opportuno praticare interventi mirati solo in caso di presenza del parassita sulla pianta.

Curiosità: 

Il frutto è molto amaro, non commestibile e può essere tossico; era utilizzato  dagli antichi greci per coronare il vincitore nei giochi di Apollo.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Pittosporo o Pitosforo

Nome latino: 
Pittosporum Heterophyllum
Famiglia: 
Pittosporaceae

 Specie arbustiva densamente ramificata che presenta foglie persistenti, strette, di forma ovale-lanceolata, lunghe 2-4 cm.

Varietà abbastanza rustica  e non molto grande (1-2 m in altezza e 1,5 m in ampiezza). I piccoli fiori, di di colore giallo chiaro, presentano calice tuboloso e corolla formata da petali ricurvi e compaiono riuniti in pannocchie terminali compaiono in aprile-maggio, sono, profumatissimi e molto apprezzati dalle api.

Undefined
Coltivazione: 

 

Non è particolarmente esigente in fatto di terreno, l’ideale è comunque un terreno di medio impasto con buone quantità di sostanza organica.

La caratteristica più importante che deve avere è la possibilità di consentire un rapido sgrondo delle acque in eccesso ed essere tendenzialmente alcalino, non ama infatti i suoli acidi. Se il terreno è molto compatto è utile mescolare al terriccio della vermiculite o della perlite o della sabbia grossolana che renderanno in terreno più soffice e maggiormente drenante.

Si adatta a tutti i terreni e alle esposizioni soleggiate

 Resiste bene anche alla siccità

Ama i terreni umidi, per cui dalla primavera e per tutta l'estate la pianta di Pittosporum va annaffiata abbondantemente, aspettando che il terriccio si asciughi tra un'annaffiatura ed un'altra.

Quando la annaffiamo ricordiamo che è una pianta che tollera meglio la siccità che non le eccessive irrigazioni.

 La pianta di Pittosporum è una pianta che si presta bene ad essere potata, soprattutto per mantenere una forma compatta e decorativa della chioma, accorciando i rigetti troppo lunghi e sparsi ed i rami troppo sottili.
La potatura si effettua in aprile - maggio.

Malattie Parassiti Avversità: 

 Le piante di Pittosporo non sono piante particolarmente soggette a malattie.

 In ogni caso possono essere colpiti dai seguenti parassiti:

Afidi: attaccano foglie e fiori. Succhiano la linfa e rendono la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con insetticidi specifici.

Cocciniglie cotonose: può attaccare le piante, specie in presenza di clima caldo e secco. Bisogna asportarle, trattare la pianta con un prodotto anticoccidico ed elevare il tasso di umidità ambientale (le spruzzature e i lavaggi fogliari permettono di eliminare le cocciniglie allo stato larvale). In alternativa al prodotto chimico, si possono strofinare le parti colpite con un batuffolo di cotone bagnato con acqua e alcool, poi vanno lavate con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.

Cocciniglie brune: si manifestano con la formazione di escrescenze (determinate dal piccolo “guscio”) marroni e conferendo alla pianta un aspetto nerastro e appiccicoso (a causa della produzione da parte della pianta di sostanze zuccherine che la rendono soggetta all’attacco di funghi e fumaggini). Si combattono asportandole e trattando la pianta con un prodotto anticoccidico o strofinando le parti colpite con un batuffolo imbevuto di acqua e alcool.

Gli attacchi di Cocciniglie possono essere molto gravi, se non si interviene tempestivamente.

 

Se le foglie iniziano ad ingiallire e successivamente a queste manifestazioni si accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Osservando attentamente si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Con questa sintomatologia siamo molto probabilmente in presenza di un attacco di ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso e dannoso.

Il rimedio consiste nell’aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se la pianta non è particolarmente grande, si può anche provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il parassita usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato. Dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.

Particolarmente pericolose per il pittosporum sono le gelate tardive, che nei casi più gravi possono provocare anche la morte della pianta.

Se le foglie appassicono e scuriscono vuol dire che c'è una carenza d'acqua, per cui è occorre regolare meglio l’irrigazione.

 

Curiosità: 

 Il nome Pittosporum deriva dal greco "pitta = pece" e "sporos = seme" che significa "semi a rivestimento resinoso" per alludere al fatto che i semi di questo genere sono ricoperti da una sostanza appiccicosa simile alla resina.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Agnocasto, Lagano, Aino, Pepe falso, Pepe dei monaci

Nome latino: 
Vitex Agnus-Castus
Famiglia: 
Verbenaceae
Undefined

Coltivazione: 

Questa pianta è rustica (resiste fino a -15°)e resistente.
Non ha particolari esigenze per quanto riguarda il terreno: qualsiasi terreno può essere indicato per l’agnocasto, anche la comune terra da giardino, purchè sia ben drenato.
Predilige posizioni soleggiate, ma può anche essere posto a dimora in luogo semi ombreggiato, una posizione troppo ombreggiata determina una fioritura più scarsa.
Ha bisogno di irrigazioni moderate, tranne che per gli esemplari da poco posti a dimora, per questi, durante i mesi caldi può essere necessario intervenire fornendo acqua durante periodi particolarmente siccitosi.
E’ possibile contenerne la crescita con interventi di potatura annuali, da praticarsi durante l’inverno, tali potature sono consigliabili anche per mantenere l’arbusto compatto, evitando che perda ramificazioni nella parte bassa.
A fine inverno si sparge ai piedi dell’arbusto del concime granulare a lenta cessione o dello stallatico maturo, interrando leggermente il composto.

 

Malattie Parassiti Avversità: 

Se posto in terreni non ben drenati, può essere soggetta a marciumi radicali

Proprietà terapeutiche: 

È molto utilizzato in erboristeria per le sue qualità terapeutiche.
Il frutto può avere effetti sul sistema endocrino, in particolare nel modulare la produzione di alcuni ormoni ipofisari. Questo determina il suo impiego per la cura di irregolarità del ciclo mestruale, soprattutto per ridurre i sintomi premestruali.
Viene impiegata tradizionalmente come coadiuvante tradizionale per disturbi collegati alla menopausa, disturbi premestruali ( diminuisce la secrezione di prolattina rilasciando le tensioni mammarie e inoltre contrasta i lievi sbalzi d'umore tipici del periodo) le classiche vampate di calore, ritenzione idrica, irritabilità, ansia, insonnia e tipico gonfiore addominale in menopausa.
E’ un ottimo galattagogo ( stimola e accresce la produzione lattea), aiuta nei casi di acne giovanile, è una pianta antispastica, equilibrante del sistema vagosimpatico, è sedativa generale e genitale.
L'agnocasto risulta inoltre utile nelle palpitazioni, nel dolore al plesso solare, nelle vertigini, negli spasmi intestinali, nell'insonnia.
Inoltre, sembra sia utile per sedare gli stimoli sessuali ( anafrodisiaca).
 

Curiosità: 

 

Etimologia: il nome del genere dal latino 'vitex' (gen. 'viticis'), vite, derivato a sua volta dal verbo 'viere', intrecciare, in allusione all'utilizzo dei rami flessibili della pianta nella fabbricazione di panieri ecc.
L'epiteto specifico dal gr. 'a-', particella negativa, e 'gonós', casto, sterile (=niente prole).

Il suo nome latino “vitex agnus castus” indica quindi che si tratta di una pianta dotata di una ipotetica azione anafrodisiaca (contrasta il testosterone) nell'uomo.

Il medico greco Dioscoride, del I secolo d.C., lo suggeriva come rimedio per diminuire la libido; secondo il naturalista romano Plinio il Vecchio, veniva sparso sui letti delle mogli dei soldati ateniesi, per preservarne la fedeltà coniugale quando i soldati andavano lontano in battaglia

In passato si pensò che i semi fossero particolarmente utili alla vita monastica e fu abbondantemente coltivato presso i monasteri per cui sono stati chiamati anche "pepe di monaco".

Arnaldo da Villanova(XIII sec) dichiarava con grande serietà che bastava portare addosso un coltello con il manico fatto col legno di Agnocasto per tener lontana ogni idea voluttuosa.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Pagine

Ieri ho visitato il giardino degli angeli. Mi sono seduta sull'altalena e mi è sembrato di tornare bambina. E' un luogo magico dove regna un clima di serenità, armonia e pace.
-- Simona