Salvia russa

Nome latino: 
Perovskia Atriplicifolia
Famiglia: 
Lamiaceae

Erbacea perenne che sviluppa un arbusto legnoso, originaria dell'Asia.

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Coltivazione: 

Si coltiva anche nella comune terra da giardino, preferisce comunque terreni sabbiosi, molto ben drenati, con una buona quantità di materiale organico.
Porre a dimora in luogo soleggiato, o che goda di almeno 4-6 ore di sole diretto al giorno; queste piante non temono il freddo, anche se può capitare che inverni molto rigidi causino il completo disseccamento della parte aerea, in genere poi la pianta si sviluppa senza problemi con il caldo primaverile.

Le perovskia non necessitano di annaffiature molto frequenti, e possono sopportare senza problemi periodi anche prolungati di siccità. In genere durante i mesi primaverili possono accontentarsi delle piogge, necessitando di annaffiature sporadiche durante i mesi estivi, soprattutto in periodi siccitosi o con temperature molto elevate.

Potatura: per mantenere l'arbusto più compatto e denso è consigliabile tagliare le piante fino a 15-20 cm dal terreno, in gennaio-febbraio.

 

 


 

Malattie Parassiti Avversità: 

Occasionalmente viene attaccata dagli afidi.

Curiosità: 

Il nome deriva da A. B. Perovskij, statista del Turkestan.

Zone del Giardino in cui si trova: 
Fin dall'ottobre 2008 mi avevano parlato di questo giardino degli angeli. Ho trattenuto l'appunto fino ad oggi in cui ho potuto venire presso di voi per ammirare questo bellissimo giardino e per leggere le motivazioni che hanno spinto diverse persone a crearlo con particolare riferimento ai genitori di Sara che, da quel che ho compreso, sono stati i primi ideatori. Per una fortuita coincidenza ho incontrato Valerio, il padre di Sara, e, pensando ai dolori e ai patemi sofferti durante la malattia che ha poi stroncato la figlia all'inizio della vita adolescenziale, non ho potuto trattenere le lagrime sfuggendo dalla sua presenza. Se per caso dovesse leggere queste note voglia scusarmi per questo gesto, apparentemente irrispettoso, che non voleva alimentare nuova e ulteriore tristezza. Castel S.Pietro lì 01/05/2009
-- Anonimo