Lamio giallo, Ortica morta, Falsa ortica gialla

Nome latino: 
Lamium Galeobdolon
Famiglia: 
Lamiaceae o Labiatae

Originaria dell’Europa e del Caucaso.
In Italia è pianta comune dei luoghi boscosi, la si rinviene facilmente nelle radure e lungo le siepi;

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Coltivazione: 

Non s’incontrano difficoltà particolari nella coltivazione dei Lamium  Galeobdolon perché sono piante resistenti, rustiche e anche troppo vigorose.

Accettano qualunque tipo di terreno, anche se quello un po’ umido è più gradito.
L. galeobdolon si adatta ovunque, ma è particolarmente apprezzato nelle zone a clima fresco.
Per l’esposizione, la mezz’ombra è da preferirsi, ma  tollerano anche il sole e ancor meglio l’ombra piena.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Di norma  sono immuni da malattie, ma in qualche caso sono attaccati dalle limacce.

Uso in cucina: 

Si possono cucinare gli apici dei getti.

Proprietà terapeutiche: 

La medicina popolare utilizza questa piante come vulnerarie (guarisce le ferite), antispasmodiche (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso), depurative (facilita lo smaltimento delle impurità), espettoranti (favorisce l'espulsione delle secrezioni bronchiali), risolventi in generale, toniche (rafforza l'organismo in generale) e astringenti (limita la secrezione dei liquidi).

Curiosità: 

Questa pianta, quando non è in fase di fioritura, può facilmente essere scambiata per un'ortica (anche se le due specie appartengono a famiglie diverse : Urticaceae è la famiglia per le “ortiche” vere).

La specie di questa scheda si distingue soprattutto per la sezione del fusto : quadrata nelle piante del genere Lamium, circolare nelle “ortiche” vere e proprie. Mentre le foglie sono molto simili : da qui il nome comune (“Falsa ortica”) derivato da credenze antiche anche se naturalmente queste piante sono totalmente prive di peli urticanti e quindi non pungono (da qui un altro nome popolare per questo gruppo di specie : “Ortica morta”).

 

Zone del Giardino in cui si trova: 
7 agosto 2008// Vorrei potermi trovare più spesso fra i viali del Giardino degli Angeli: : vi si respira un’aria di pace, quella Tranquillità Buona che ti avvolge quando l’unico desiderio è semplicemente quello di ritrovare solo la parte migliore dei tuoi ricordi, i più dolci. Vorrei oziare sotto le fronde del salice ombroso, che con il suo vigoroso abbraccio rinfranca l’anima stanca di una sofferenza ancora troppo intensa. Desidererei avere un angolo nel Giardino segreto, dove nascondere le mie angosce più insopportabili per poter trovare una riconciliazione con me stessa e con quel mondo che sembra avermi punito pesantemente, senza apparente motivo. Vorrei poter bere gli effluvi della luce che inonda i Suoi Spazi Aperti: riempirei di albori consolanti l’oscurità delle mie ore più lunghe. Vorrei prendere per mano le persone a cui voglio bene e condurle fra i labirinti fioriti perché potessero aprire il loro cuore all’Incanto dell’Amore che ha permesso tanta Bellezza.
-- Franca