Mirabolano, Rusticano, Amolo

Nome latino: 
Prunus Cerasifera
Famiglia: 
Rosaceae
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Il Prunus cerasifera è una pianta tipica dell'Europa centrale ed orientale e dell'Asia centrale e sud-occidentale.

Coltivazione: 

In fatto di terreno il mirabolano è estremamente adattabile, infatti è in grado di svilupparsi su suoli umidi, argillosi, pesanti, asfittici, sassosi e calcarei, comunque predilige terreni freschi, profondi e ben drenati. Va collocato in posizioni di pieno sole o mezz’ombra.
Ha una buona resistenza alle basse temperature invernali e alla siccità.
Concimazione: fornire una buona dose di stallatico, o di concime granulare, al momento dell'impianto, mescolandolo al terreno di piantumazione; in seguito in genere si consiglia una concimazione organica verso la fine dell'inverno. E’ buona norma assicurare i giovani esemplari a dei tutori solidi
Non richiede comunque molte cure, non servono nemmeno le potature, se necessarie per riordinare la chioma, vanno effettuate dopo la fioritura con dei tagli di ritorno, in corrispondenza di brachette laterali, per l’ asportazione delle cime troppo vigorose.

 

Uso in cucina: 

I frutti si possono utilizzare sia crudi come frutta o cotti in torte, crostate, marmellate ecc…
Si può fare una marmellata usando le stesse proporzioni di frutta/zucchero di una marmellata di prugne, magari aumentando un po' la dose di zucchero in base ai propri gusti ed eventualmente aggiungendo anche altro tipo di frutta.
Il seme contiene acido cianidrico: consumato in certe quantità può dare inconvenienti anche seri. 
 

Proprietà terapeutiche: 

Fiori di Bach: utile a favorire  autocontrollo, serenità, tranquillità interiore, tranquillità nell’agire.

Curiosità: 

Il Prunus Cerasifera viene anche chiamato prugno-ciliegio, a causa del sapore e dell’aspetto del frutto.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Pittosporo o Pitosforo

Nome latino: 
Pittosporum Heterophyllum
Famiglia: 
Pittosporaceae

 Specie arbustiva densamente ramificata che presenta foglie persistenti, strette, di forma ovale-lanceolata, lunghe 2-4 cm.

Varietà abbastanza rustica  e non molto grande (1-2 m in altezza e 1,5 m in ampiezza). I piccoli fiori, di di colore giallo chiaro, presentano calice tuboloso e corolla formata da petali ricurvi e compaiono riuniti in pannocchie terminali compaiono in aprile-maggio, sono, profumatissimi e molto apprezzati dalle api.

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Coltivazione: 

 

Non è particolarmente esigente in fatto di terreno, l’ideale è comunque un terreno di medio impasto con buone quantità di sostanza organica.

La caratteristica più importante che deve avere è la possibilità di consentire un rapido sgrondo delle acque in eccesso ed essere tendenzialmente alcalino, non ama infatti i suoli acidi. Se il terreno è molto compatto è utile mescolare al terriccio della vermiculite o della perlite o della sabbia grossolana che renderanno in terreno più soffice e maggiormente drenante.

Si adatta a tutti i terreni e alle esposizioni soleggiate

 Resiste bene anche alla siccità

Ama i terreni umidi, per cui dalla primavera e per tutta l'estate la pianta di Pittosporum va annaffiata abbondantemente, aspettando che il terriccio si asciughi tra un'annaffiatura ed un'altra.

Quando la annaffiamo ricordiamo che è una pianta che tollera meglio la siccità che non le eccessive irrigazioni.

 La pianta di Pittosporum è una pianta che si presta bene ad essere potata, soprattutto per mantenere una forma compatta e decorativa della chioma, accorciando i rigetti troppo lunghi e sparsi ed i rami troppo sottili.
La potatura si effettua in aprile - maggio.

Malattie Parassiti Avversità: 

 Le piante di Pittosporo non sono piante particolarmente soggette a malattie.

 In ogni caso possono essere colpiti dai seguenti parassiti:

Afidi: attaccano foglie e fiori. Succhiano la linfa e rendono la pianta appiccicosa. Si eliminano lavando la pianta e trattandola con insetticidi specifici.

Cocciniglie cotonose: può attaccare le piante, specie in presenza di clima caldo e secco. Bisogna asportarle, trattare la pianta con un prodotto anticoccidico ed elevare il tasso di umidità ambientale (le spruzzature e i lavaggi fogliari permettono di eliminare le cocciniglie allo stato larvale). In alternativa al prodotto chimico, si possono strofinare le parti colpite con un batuffolo di cotone bagnato con acqua e alcool, poi vanno lavate con un acqua e sapone neutro strofinando molto delicatamente con una spugna per rimuovere i parassiti, dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.

Cocciniglie brune: si manifestano con la formazione di escrescenze (determinate dal piccolo “guscio”) marroni e conferendo alla pianta un aspetto nerastro e appiccicoso (a causa della produzione da parte della pianta di sostanze zuccherine che la rendono soggetta all’attacco di funghi e fumaggini). Si combattono asportandole e trattando la pianta con un prodotto anticoccidico o strofinando le parti colpite con un batuffolo imbevuto di acqua e alcool.

Gli attacchi di Cocciniglie possono essere molto gravi, se non si interviene tempestivamente.

 

Se le foglie iniziano ad ingiallire e successivamente a queste manifestazioni si accartocciano, assumono un aspetto quasi polverulento e cadono. Osservando attentamente si notano anche delle sottili ragnatele soprattutto nella pagina inferiore delle foglie. Con questa sintomatologia siamo molto probabilmente in presenza di un attacco di ragnetto rosso, un acaro molto fastidioso e dannoso.

Il rimedio consiste nell’aumentare la frequenza delle nebulizzazioni alla chioma (la mancanza di umidità favorisce la loro prolificazione) ed eventualmente, solo nel caso di infestazioni particolarmente gravi, usare un insetticida specifico. Se la pianta non è particolarmente grande, si può anche provare a pulire le foglie per eliminare meccanicamente il parassita usando un batuffolo di cotone bagnato e insaponato. Dopo di che la pianta va risciacquata molto bene per eliminare tutto il sapone.

Particolarmente pericolose per il pittosporum sono le gelate tardive, che nei casi più gravi possono provocare anche la morte della pianta.

Se le foglie appassicono e scuriscono vuol dire che c'è una carenza d'acqua, per cui è occorre regolare meglio l’irrigazione.

 

Curiosità: 

 Il nome Pittosporum deriva dal greco "pitta = pece" e "sporos = seme" che significa "semi a rivestimento resinoso" per alludere al fatto che i semi di questo genere sono ricoperti da una sostanza appiccicosa simile alla resina.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Aster, Astro, Settembrino

Nome latino: 
Aster spp
Famiglia: 
Asteraceae o Compositae

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Coltivazione: 

Preferiscono terreni freschi e leggeri, fertili e ben drenati, pur adeguandosi ad ogni tipo di suolo, l’elemento più importante è comunque il drenaggio.
Porre a dimora gli astri in luogo soleggiato, anche se si sviluppano abbastanza bene anche in zone a mezz'ombra, specialmente nei climi più caldi.
All'impianto occorre incorporare al terreno un buon quantitativo di sostanza organica, come letame ben maturo o terriccio di foglie.
La piantagione può essere autunnale o primaverile.
Può essere utile, specialmente per le varietà più alte predisporre un tutore e sorreggere via via la pianta con successive legature durante il suo sviluppo in modo da conferire maggiore resistenza al vento ed alle forti piogge
Le piante vanno annaffiate regolarmente nella stagione primaverile ed in quella estiva, mantenendo il terreno umido ma non inzuppato d'acqua anche quando le piantine non sono ancora in fiore.
Per favorire la compattezza delle piante e la formazione di un numero maggiore di boccioli fiorali, bisogna cimare le piante dal momento della messa a dimora fino ai primi giorni di luglio.
Se vogliamo invece ottenere fiori più grandi, è necessario ridurre il numero dei getti che nascono dalla base della pianta, lasciandone circa una decina.
La fioritura è più prolungata se si asportano le infiorescenze man mano che i fiori appassiscono.
Le piante vanno recise a pochi centimetri dal terreno non appena comincia a terminare la profusione dei fiori, prima che sopraggiungano i rigori invernali, proteggendo la base con uno strato di pacciamatura, in particolare nei climi più freddi.
I cespi dei settembrini vanno divisi e moltiplicati ogni 3 anni circa, per ridare forza e vigoria alle piante invecchiate.
Infatti, specialmente le varietà derivate da Aster novi-belgii, tendono a degenerare dopo qualche anno dalla loro piantagione: dividendo i cespi e ripiantando bisogna rimettere a dimora solo le parte più sane, munite di getti vigorosi, che si trovano generalmente nella parte esterna del cespo. Le parti più interne, dure e legnose, vanno eliminate.
Dopo aver estratto i cespi zollandoli con una vanga, questi vanno divisi con un coltello ben affilato e disinfettato (per prevenire infezioni fungine), ricavando da tre a cinque porzioni di pianta da ogni cespo. Le porzioni ottenute vanno immediatamente rimesse a dimora oppure piantate in vasetti dove vengono allevate per essere piantate in epoche successive.
Tali operazioni vanno effettuate al termina della fioritura, durante il periodo di riposo vegetativo, prima delle gelate invernali (fino ottobre), oppure in primavera prima della ripresa vegetativa (febbraio o marzo a seconda del clima).
La concimazione deve essere effettuata in primavera con concime organico  e minerale,  contenente minerali, fosforo, azotato e potassio, in  estate ogni 15, 20 giorni
Non temono il freddo.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Quasi tutte le varietà di settembrini sono molto sensibili all'oidio o mal bianco delle composite, l'infezione oidica si manifesta con la comparsa di chiazze biancastre e polverulente, in corrispondenza delle quali i tessuti necrotizzano e quindi si seccano.
Tale infezione è favorita da temperature intorno ai 20-25°C, con umidità relativa elevata, arrestandosi quando le temperature scendono intorno ai 10°C. Per impedire l'oidio, bisogna garantire una buona circolazione dell'aria tra le foglie e limitare l'apporto di concimi azotati.
Le varietà derivate da Aster novi-belgii sono più sensibili, per cui bisogna tenere sotto controllo la malattia con interventi specifici antioidici (es. prodotti a base di zolfo).

Altre malattie fungine a cui queste piante possono andare incontro sono marciumi radicali e tracheomicosi, causate da patogeni come Rhizoctonia  e Fusarium. Tali infezioni hanno generalmente un esito letale per la pianta colpita, per cui si combattono preventivamente cercando di evitare ristagni idrici al piede delle piante. Le piante infettate vanno immediatamente rimosse e bruciate.

Tra i parassiti animali ricordiamo il ragnetto rosso  , che con le sue punture provoca arresti della crescita, con danneggiamento e deformazione di fusti, fiori e foglie, per arrivare addirittura alla compromissione della fioritura in caso di attacchi gravi.
Anche le lumache sono molto dannose per i settembrini, in quanto si nutrono dei germogli delle giovani piantine, specialmente nella stagione primaverile; vanno raccolte ed eliminate man mano che si nota la loro presenza, durante tutta la stagione vegetativa.
 

Curiosità: 

Il nome del genere (Aster) deriva dal greco e significa (in senso ampio) "fiore a stella". Fu introdotto da Linneo nel 1735 ma sicuramente tale denominazione era conosciuta fin dall'antichità.
L'Aster novi-belgii, nel linguaggio dei fiori, è la fonte di ispirazione di idee e di fantasie che nella vita stupiscono sia chi le pensa sia chi le ascolta.
 

Pagine

A tutti gli angeli che ci guardano dal cielo Non mi resta che amarti! Il tempo sembra essersi fermato sull' immagine di te, dolce ricordo eterno. Vivi nel mio cuore, ne fai parte come il mio battito, come il mio respiro. Il tuo ricordo è in me, non mi abbandona! La tua dimora è nella mia mente difesa da muri alti,protetti da spine che graffiano le pareti del mio cuore, lo fanno sanguinare. Il dolore delle spine è sopportabile, la tua assenza,no! Con immenso affetto abbraccio tutti coloro che hanno dovuto salutare per sempre e troppo presto i propri dolci pargoletti e tanti complimenti per il coraggio dimostrato,grazie per avermi reso partecipe!
-- rossella