Spirea

Nome latino: 
Spiraea spp
Famiglia: 
Rosaceae

Caratteristiche Generali del genere Spirea:

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Coltivazione: 

Si piantano in ottobre o in marzo, in terreno fertile, profondo, al sole.
Per ottenere siepi, gli arbusti si piantano alla distanza di 40-60 cm l’uno dall’altro e si tagliano a 15 cm dal livello del suolo, i rami dell’anno precedente.
Le varie specie richiedono potature diverse.
Spirea  x Arguta e Spiraea x Vanhouttei hanno bisogno di una potatura solo in estate, dopo la fioritura (non prima di Maggio). Se vengono potate in inverno, si perderà la fioritura.
La S. Japonica “Bumalda” e la S. Japonica “Goldflame” richiedono una potatura a inizio stagione (febbraio): si tagliano i rami a circa 7-10 cm da terra.
Per quanto riguarda la concimazione occorre fornire, già alla fine dell'inverno, una buona dose di humus o di stallatico maturo, oppure del concime granulare a lenta cessione, da aggiungere al terreno ai piedi delle piante.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Possono subire l’attacco da parte degli afidi.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Stella alpina, Edelweiss, Bianco di roccia

Nome latino: 
Leontopodium Alpinum
Famiglia: 
Asteraceae o Compositae

In natura vegeta nei pascoli alpini da 1.500 a 2.600 (3.000 m)cresce su pascoli magri e costiere rocciose calcaree di alta montagna.
Essendo una pianta rara è totalmente protetta, ma adesso ne è concessa la coltivazione della pianta ibrida attraverso seminazione. Le località di vendita della pianta in vaso sono soprattutto al nord: verso le alpi e nelle dolomiti.
E’ di piccole dimensioni, la pianta raggiunge a malapena i 20 cm di altezza.

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Coltivazione: 

Si coltivano in terreni  porosi e ben drenati  composto da ghiaia, sabbia e terra di abete.
Le piantine, se coltivate in giardino, dovranno essere esposte in posizione soleggiata ma allo stesso tempo al riparo dalle piogge: l’ideale sarebbe porle a ridosso di pareti rocciose.
Concimare in primavera mescolando al terreno, nei pressi delle piante, un concime granulare a lenta cessione, la cui azione dura circa 3-4 mesi.
Queste piante perdono la parte aerea durante i mesi più freddi dell'anno. Con l'arrivo della primavera ricominciano rapidamente a produrre fusti e foglie.
Possono sopportare senza problemi temperature minime anche molto rigide, di molti gradi inferiori allo zero.
 

Proprietà terapeutiche: 

In cosmesi gli estratti di  Leontopodium alpinum  vengono utilizzati per le loro proprietà antinfiammatorie, dermoprotettive ed antiossidanti. 

Curiosità: 

Il suo nome deriva dal greco lèon (leone) e poùs (piede); in passato si supponeva appunto che il suo fiore assomigliasse agli arti del leone.
Una leggenda narra che un giovane recatosi in montagna a raccogliere erbe e a caccia di marmotte non fece più ritorno a casa; la moglie preoccupata, essendo passati ormai alcuni giorni, si recò alla ricerca del marito. Ne ritrovò il corpo esanime tra due lastroni di ghiaccio e non potendolo raggiungere rimase a piangerlo, sulla sporgenza della roccia sovrastante, per tutto il giorno. Quando venne il buio la giovane non si mosse e continuò il suo pianto per tutta la notte, tanto che la mattina successiva i suoi capelli e le ciglia erano ricoperti di brina, come una peluria argentata. Pregò poi il Signore chiedendo di poter restare per sempre vicino al suo amore e di poterlo vegliare da lassù, non potendogli andare vicino. Il suo desiderio fu esaudito e fu trasformata nel bel fiore che è il simbolo delle Alpi, la Stella alpina.
La tradizione vuole che la Stella alpina sia specie che cresce, rara, sulle rocce in luoghi difficilmente raggiungibili, cosa che la rende particolarmente appetita ai turisti; in realtà essa cresce prevalentemente e comunemente sui pascoli alpini, oltre il limite dei boschi. A causa della raccolta indiscriminata la specie è minacciata di estinzione.  
 

Zone del Giardino in cui si trova: 

Iris spp.

Nome latino: 
Iris Barbata spp. o Iris Germanica
Famiglia: 
Iridaceae
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Il genere Iris è  originario dell’Asia, è molto vasto e viene suddiviso in 2 grandi gruppi: le specie rizomatose e quelle bulbose.

Coltivazione: 

E' meglio coltivarle in luogo aperto e soleggiato.
Si adattano a qualsiasi tipo di terreno, il tipo ideale è comunque sciolto, asciutto, senza ristagni idrici e con ph leggermente alcalino.
E’ una pianta rustica, resiste bene alle alte e basse temperature. E’ adatta per essere utilizzata nelle scarpate.
E’ una pianta molto resistente alla siccità: è sufficiente una buona innaffiatura dopo la piantumazione e poi regolarmente a cicli di 10-15 giorni durante la stagione calda.
Le aiuole destinate alle Iris si concimano con un fertilizzante a lenta cessione o meglio ancora con  stallatico, al momento dell'impianto, mescolando il prodotto al terreno.
I rizomi si piantano superficialmente, l’epoca migliore per la piantumazione delle Iris va da giugno a settembre ( quelli messi a dimora a settembre devono avere radici ben sviluppate).
Se il gelo fa uscire il rizoma dal terreno non bisogna pressarlo perché si spezzano le radici, si aggiunge terriccio leggero intorno alle piante.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

 Le foglie possono presentare macchie e apici marroni. In questo caso occorre trattare con fungicidi sistemici traslaminari e ripetere il trattamento ogni 2/3 settimane. I fungicidi che agiscono per contatto o per copertura, come quelli a base di rame, vanno usati in maniera preventiva ogni 2 settimane dalla ripresa vegetativa.

Proprietà terapeutiche: 

Proprietà farmaceutiche: Aromatizzanti, rinfrescanti, espettoranti, antisettiche.
Dal rizoma di questa pianta si ottiene un estratto dal delicato profumo di violetta, che porta in sé la straordinaria capacità della radice d’iris di conservare l’acqua per sopravvivere anche a lunghi periodi di siccità. Preparazioni cosmetiche a base di estratto d’iris sono mirate a regolare l’equilibrio idrolipidico della pelle.
 

Curiosità: 

Iris germanica var. florentina, è conosciuta meglio come giglio fiorentino o giaggiolo.
La patria dell'iris è Firenze, che ha scelto questo fiore anche come emblema del suo gonfalone ( i 3 tepali interni, o vessilari, rappresentano la fede, la saggezza ed il coraggio): i fiorentini in passato, con orgoglio, ribadivano che il giaggiolo, e non il giglio, è il simbolo della città.
A Firenze, del resto, nel Rinascimento, si coltivava l'iris per farne preparati in profumeria e famosi erano quelli della Farmacia di Santa Maria Novella. In omaggio a questa tradizione in una delle più belle zone di Firenze, sotto il Piazzale Michelangelo, c'è oggi il "Giardino dell'iris", dove sono coltivate decine di specie ibride dell'iris florentina, dalle splendide colorazioni: uno spettacolo da non perdere per chi giunge nella città toscana nei mesi di maggio e giugno.
Il nome del genere deriva dalla parola greca Iris che significa arcobaleno.

Iris deriva, dal greco, dal nome di Iride messaggera privata di Giunone, che, secondo la mitologia, compiva il tragitto fra cielo e terra stendendo la propria fascia multicolore, dando vita all’arcobaleno. Iride aveva anche l’incarico di tagliare il filo della vita ai mortali, da cui discende l’antica abitudine greca e romana di utilizzare questi fiori per ornare le tombe dei defunti.

Zone del Giardino in cui si trova: 
avevo 4 figli fino a quando per un semplice angioma in un punto del cervello inoperabile ho perso il 7 gennaio di quest'anno il secondo dei miei splendidi figli. mancavano solo 4 giorni al suo 22esimo compleanno.....il suo nome è e sarà x sempre STEFANO. un ragazzo con tanta voglia di fare e di vivere e di una generosità e sensibilità strabiliante. ogni anno festeggerò il suo compleanno ogni attimo è dedicato a lui ma sempre e solo nella positività. x questo ammiro coloro che non si lasciano abbattere dal dolore ma attraverso un grande dolore come questo sappiano infondere negli altri il grande messaggio dell'amore. AMORE ecco è tutta in questa parola il vero intento della vita. da MARIAPINA da RAGUSA vi arriva pur non essendo mai venuta lì un grazie di cuore per emozioni così splendide specialmente per una come me che ama pazzmente la natura.kiss
-- mariapina