Cipresso mediterraneo

Nome latino: 
Cupressus Sempervirens
Famiglia: 
Cupressaceae

Il cipresso mediterraneo è un albero sempreverde che raggiunge i 25 m, ma negli esemplari più vecchi può arrivare anche a 50 m.

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Coltivazione: 

Non ha particolari esigenze se il terreno è ben drenato.
Il cipresso ama le posizioni soleggiate, possibilmente riparate dagli inverni troppo freddi, e dai venti.
In clima particolarmente ventoso si consiglia di assicurare i giovani alberi a dei lunghi tutori solidi, in modo da evitare che il vento possa scalzare le giovani radici poco sviluppate; può capitare che gli esemplari di pochi anni temano il freddo intenso ed il vento.
Non è richiesta alcuna potatura regolare.                                                                                                                                     Le siepi si potano in qualsiasi momento da luglio a marzo; se si spogliano in basso possono essere tagliate alla base: in breve tempo produrranno germogli molto vigorosi.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Negli ultimi anni il cipresso è minacciato da un fungo parassita (Coryneum cardinale) che ne ha messo in serio pericolo la sopravvivenza determinando un'infezione chiamata  cancro del cipresso.
Questa malattia è stata segnalata per la prima volta in Nord America nel 1928.
Un'importante fonte di diffusione è rappresentata dal materiale vivaistico infetto, per questo  recentemente una selezione vivaistica più attenta è in grado di assicurare piante sane.
Il cancro del cipresso si manifesta con l'ingiallimento, l'arrossamento ed il successivo disseccamento dei rametti e procede, in alcuni casi, dall'alto verso il basso e dall'esterno verso l'interno, coinvolgendo porzioni sempre più grandi della pianta.
La malattia può essere trasmessa anche dai Coleotteri  ospiti delle piante di cipresso infette, che possono  trasmetterla  ad altre piante attraverso l’attività di scavo delle gallerie.
La lotta deve essere soprattutto preventiva, evitando l'acquisto di piante infette in vivaio, asportando e distruggendo tempestivamente le parti di pianta colpita, trattando accuratamente i tagli di potatura con benzimidazolici, disinfettando gli attrezzi impiegati utilizzando alcool etilico o sali quaternari di ammonio e ricorrendo a trattamenti con sali di rame (Ossicloruro di rame - 50 - 1 kg/hl) o con benzimidazolici (100 gr/hl) o impiegando questi due prodotti in miscela in dose più ridotta in primavera (3 trattamenti ad intervalli di circa 25-30 giorni) ed in autunno (1-2 trattamenti) in relazione all'andamento climatico e alla gravità dell'attacco.


Talvolta viene colpito da un particolare tipo di afide, denominato appunto afide del cipresso

Proprietà terapeutiche: 

Proprietà terapeutiche: vasocostrittore, tonico venulare, eutonico della muscolatura vescicale, astringente, balsamico.
Apprezzato fin dall'antichità per le sue proprietà balsamiche, dai suoi rametti si estrae l'oleum cupressi che viene impiegato per la cura delle malattie da raffreddamento e che possiede in generale una azione antibatterica.
Ha ormai tre secoli la ricetta del vino di cipresso: si mettono 10 bacche di cipresso in un litro di vino bianco secco. Si lascia a macerare per due settimane. Si filtra e se ne beve un cucchiaio, sciolto in acqua, mattina e sera.  Viene utilizzato come tonificante venoso nelle turbe circolatorie, nelle varici, nelle emorroidi ed in menopausa. E' considerato inoltre un riequilibrante generale del sistema nervoso. Si indica anche nelle tossi spasmodiche. È un rimedio sicuro negli accessi di tosse convulsa, nei casi di pertosse, tracheite, bronchite.       Si consiglia di metterne qualche goccia sui guanciali, sulle lenzuola, nella biancheria degli ammalati.            Viene utilizzato nell'influenza, nei casi di afonia e nei reumatismi. È efficace inoltre nell'enuresi notturna (pipì a letto).
 

Curiosità: 

Il cipresso è una specie originaria del Mediterraneo orientale e della Turchia meridionale, introdotta altrove fin dall'antichità (in Italia probabilmente ad opera dei Fenici).
Il nome del genere deriva probabilmente da Cyprus, nome latino dell'isola di Cipro, ove la pianta era nota da tempi remoti.
E' una specie tipicamente mediterranea, che predilige aree caratterizzate da inverni miti e piovosi e da estati calde e asciutte.
E' diventata un elemento caratterizzante il paesaggio anche in alcune zone  come Marche, Toscana, Umbria.
Nell’antico Egitto si utilizzava esclusivamente legno di cipresso per costruire i sarcofagi, gli egiziani si servivano di oli essenziali, tra cui quello di cipresso, per imbalsamare i corpi dei defunti perche’ sapevano che esso era in grado di bloccare, in quanto antisettico e antibatterico, la proliferazione dei microbi e quindi il processo di decomposizione.
Il suo legno molto duro è utilizzato per la costruzione di mobili in quanto il suo odore aromatico lo preserva dalle tarme, mentre un tempo era anche utilizzato per la costruzione delle navi, data la sua grande resistenza all'umidità.

 

Zone del Giardino in cui si trova: 
C'era una volta un Giardino Incantato... In tutti i Giardini Incantati che si rispettino, c'è una Principessa. Tutto intorno parla di lei e della sua vita. Ma questa, no, non è una principessa come tutte le altre: lei non ha vestiti ricchi, nè scarpette di cristallo. Lei ha una vestina bianca e corre scalza sui suoi prati. Che sono di questo mondo ma non solo. Un giorno la sua mamma e il suo babbo costruirono una piccola reggia incantata, che è il suo giardino, in cui sognavano di poterla vedere per sempre danzare. Giorno dopo giorno in quel giardino, il sole riportava giù un po' della piccola principessa. Ora gioca sull'altalena, ora si bagna i piedi nella fontana, ora è possibile vederla sdraiata a dormire tra le rose. A volte quando tutto sembra girar male, la piccola principessa si ferma a piangere tra le sue pianticelle al profumo di liquirizia.. Un giorno in quel Giardino si incontrarono cuori tristi. E la piccola principessa che guardava dalle nuvole capì che doveva far qualcosa...Allora mandò giù tante farfalle coi loro colori. E palloncini lievi lievi. E profumo di fiori anche quand'è autunno. E musica anche col silenzio. Quei cuori tristi allora si incontrarono, tra un angelo e un salice, tra una rosa e un'altalena, e iniziarono a battere all'unisono. Così il buio si trasformò in arcobaleno, le lacrime divennero dolci, i ricordi si slegarono dal dolore. Lì in quel suo regno, la Principessa vide nascere l'Amore. Allora, per ringraziarla, i cuori tristi le mandarono una farfalla. E lei rimase un po' lì tra quei rami, silenziosa e attenta...Poi, portata su da un soffio di vento, prese il volo per la libertà. La sua mamma la guardò senza capire: "speravo tu restassi a lungo tra quei rami" le sussurrò. "Mamma", rispose lei "vado verso il sole e ti mando i suoi raggi perchè illuminino la tua via. Tu guardami nel mio regno, perchè è lì che la notte andrò a dormire, per sempre insieme a te". A Sara e Lapo 20 ottobre 2008
-- mery