Filadelfo, Fiore d'angelo, Gelsomino della Madonna

Nome latino: 
Philadelphus
Famiglia: 
Saxifragraceae

I Philadelphus, comprendono una sessantina di specie, originarie delle fasce temperate della Terra.

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Coltivazione: 

Sono arbusti molto rustici, sopportando anche i -15/-20 °C, e di facile coltivazione.
Amano la mezz'ombra, ma tollerano bene anche il sole.
Si adattano a qualsiasi tipo di suolo, pur preferendo quelli leggermente alcalini o calcarei. Il drenaggio deve essere perfetto
La stagione più propizia per la messa a dimora è l'autunno, anche se per gli esemplari in vaso è possibile tutto l'anno.

Concimazione: è sufficiente una moderata concimazione a fine inverno, effettuata con stallatico o cornunghia, nel caso di piante deboli e per stimolare la formazione dei rami fioriferi per l'anno successvo può essere utile una concimazione estiva dopo la fioritura.
Potatura: i Philadelphus vanno potati subito dopo la fioritura; poiché fioriscono sui rami dell'anno precedente, bisogna recidere quelli da poco sfioriti, allo scopo di stimolare l'emissione di nuova vegetazione, che sarà produttiva l'anno successivo. E poi necessario ringiovanire gradualmente le piante, eliminando i rami più vecchi.

II « fiore degli angeli » si presta alla formazione di dense e fitte siepi, alla creazione di macchie arbustive oppure serve come esemplare isolato.
La molteplicità dell’impiego viene sottolineata anche dalla possibilità di potare questi arbusti anche in modo drastico, mantenendoli in « forma » compatta; in tal modo, si ottengono siepi di eccezio¬nale robustezza, praticamente impenetrabili.

Curiosità: 

L'etimologia del nome: il termine generico deriva dal greco 'phileo', io amo e 'adelphos', fratello,. Il nome specifico 'coronarius', simile a corona, allude senza dubbio ai numerosi stami.

La scelta di tale nome, che significa« che sente l’amore fraterno », non è ben chiara; alcune spiegazioni possibili potrebbe riferirsi ai molti stami, secondo altri ai numerosi rami che si intrecciano tra di loro, oppure risie¬dere nell’intenso profumo di queste piante, profumo che potrebbe simboleggiare, appunto, la profondità dell’affetto fraterno.
I Philadelphus vengono chiamati anche « fiore del Paradiso », « filadelfo » e « pianta degli zufoli » o « siringa ».
Dai rami di questi arbusti si ricavavano un tempo fischietti e zufoli dalla particolare sonorità.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Kolkwitzia Amabilis

Nome latino: 
Kolkwitzia Amabilis
Famiglia: 
Caprifoliaceae

Si  tratta di un arbusto deciduo di media grandezza, di forma tondeggiante  caratterizzato da un'abbondante fioritura.

Italiano
Coltivazione: 

 Questi arbusti si piantano in ottobre-novembre o in marzo in tutti i terreni da giardino  ben drenati, in posizioni soleggiate.
Il substrato ideale per la coltivazione della kolkwitzia è comunque quello leggero, molto ben drenato, ricco e soffice; prima di porre a dimora l'arbusto l’ideale è lavorare bene la terra del giardino, aggiungendo sabbia, terriccio universale ed una piccola quantità di concime organico o di humus.
Le kolkwitzie non temono il freddo e possono essere coltivate in giardino anche in zone con clima invernale molto rigido, sopportano infatti anche temperature di -30/-20 °C.
Durante la fioritura se la primavera si presenta poco piovosa, annaffiare con regolarità, durante il resto della stagione vegetativa annaffiare solo sporadicamente,  in caso di siccità prolungata.
Concimare il terreno alla fine dell'inverno con stallatico, oppure possiamo utilizzare un concime granulare a lenta cessione, da fornire ogni 3-4 mesi. In primavera prediligere concimazioni ricche in azoto e potassio, per favorire lo sviluppo di nuova vegetazione e di fiori.
Potatura: per ottenere ogni anno un bell'arbusto denso si consiglia di intervenire dopo la fioritura accorciando i fusti di circa un terzo; questa pratica evita anche che con il tempo l'arbusto tenda a svuotarsi nella parte inferiore.
Le kolkwitzie fioriscono di preferenza e con maggiore intensità sui rami prodotti nella stagione precedente, per questo la potatura dovrà essere estiva, da effettuare  proprio quando i fiori saranno appassiti, in questo modo verranno stimolati numerosi getti laterali destinati a fiorire l'anno successivo.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

La pianta è abbastanza robusta, viene attaccata da malattie fungine solo se vive in ambiente umido e con ristagni d'acqua.

Curiosità: 

Quando piove emana un inimitabile profumo speziato.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Ilex Crenata

Nome latino: 
Ilex Crenata
Famiglia: 
Aquifoliaceae

Arbusto sempreverde a lenta crescita, compatto, a portamento verticale, originario del Giappone.
Altezza 2,5-3 mt., diametro1,5-2 mt..

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Coltivazione: 

Richiede un terreno fertile, umido e ben drenato, e una collocazione a mezz’ombra.
Resistenti al freddo anche fino a -30/-20 °C, ma soffrono un po’ i freddi venti invernali.
Si piantano in marzo-aprile o in ottobre.
Si usano sempre piante giovani, poiché è difficile trapiantare gli esemplari grandi; si mettono a dimora con le radici avvolte dal pane di terra e si innaffiano frequentemente, per evitare la caduta delle foglie
Adatta a siepi basse, macchie e bordure.
Non è necessario potare regolarmente, ma se si desiderano forme particolari, si interviene in luglio-agosto.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Può subire attacchi di Ragnetto specialmente in condizioni di clima molto caldo e asciutto

Curiosità: 

A prima vista può essere confuso con il  bosso da cui lo distingue la disposizione delle foglie alternate e con  piccole dentellature marginali, mentre il bosso  ha foglie opposte e margini lisci.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Pagine

Cari Antonella e Valerio, che emozione tornare al Giardino di Sara e di tutti gli Angeli e vederlo sempre più bello sempre più poetico (e quest'anno, anche premiato per la sua bellezza)....ringrazio il vostro cuore, per aver saputo creare un porto sicuro per tanti genitori in balia del dolore. Con affetto, Claudia
-- Claudia