Convolvolo grigio, Vilucchio Turco

Nome latino: 
Convolvolus Cneorum
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È diffusa nelle aree costiere di Spagna, Italia, Croazia e Albania.

Coltivazione: 

Non è molto resistente al freddo, tuttavia, se posto in posizioni riparate soprattutto dai venti freddi invernali, può resistere anche a temperature prossime ai – 10°.
Si piantano preferibilmente in aprile-maggio.
L'esposizione deve essere il più possibile soleggiata e riparata, ma nei climi caldi è un’ottima pianta per la mezz'ombra luminosa ed asciutta.
Il terreno deve essere molto ben drenato,  perché  la pianta sembra soffrire l'eccesso di umidità, oltre che, ovviamente, i ristagni.
Non si deve esagerare nemmeno con le concimazioni, o la pianta si allunga assumendo un portamento serpeggiante e disordinato.
Si procede con una potatura di riordino subito dopo la fioritura, ed ancora, eventualmente una spuntatina in autunno.
Mai tagliare in primavera, perché la fioritura è portata sui rametti dell'anno precedente. Piante vecchie e disordinate possono essere rinnovate con tagli drastici.

E' un'ottima pianta in località a clima caldo.
 

Zone del Giardino in cui si trova: 

Cisto

Nome latino: 
Cistus x Purpureus
Famiglia: 
Cistaceae

 Proviene dal bacino del Mediterraneo (dall’Algeria e dalla Spagna fino all’Italia, ai Balcani, all’Asia Minore, alla Persia e al Caucaso).

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Coltivazione: 

Prediligono terreni poveri e ben drenati situati in posizioni soleggiate e riparate dai venti. vivono bene anche in terreni siccitosi, come quelli in prossimità del mare.
Si piantano preferibilmente in aprile.
Non tollerano il trapianto: è consigliabile iniziare la coltivazione con piante allevate in vaso.
Le piante giovani fioriscono meglio e più abbondantemente di quelle vecchie. Sarà bene quindi rinnovare ogni anno la scorta di talee, per poter sostituire gli esemplari morti (i cisti muoiono con discreta facilità) o invecchiati.
Potatura: è utile cimare gli esemplari giovani, in marzo, allo scopo di favorire la ramificazione degli stessi. Nello stesso periodo è bene ripulire le piante dai rami secchi e rovinati. Sugli esemplari vecchi la potatura non dà risultati degni di nota.
 

Curiosità: 

Il nome deriva dal greco “kystis”, vescichetta, dalla forma delle capsule seminali

Zone del Giardino in cui si trova: 

Corbezzolo, lellarone, ciliegia marina o albastro

Nome latino: 
Arbutus Unedo
Famiglia: 
Ericaceae

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Coltivazione: 

Il corbezzolo predilige i terreni leggermente acidi sicuramente molto ben drenati. In giardino è consigliabile favorire il drenaggio ponendo del materiale grossolano sul fondo della buca in cui vogliamo interrare la pianta Ama il pieno sole, il clima temperato e le posizioni riparate dai venti freddi. E’ una specie tipica del sud ed è presente in tutto il bacino del Mediterraneo, ma gravita soprattutto nel settore occidentale. Effettuare l’impianto preferibilmente nei mesi autunnali o primaverili quando le condizioni climatiche non sono né troppo rigide né caratterizzate da caldo eccessivo. Nelle regioni troppo fredde le piante giovani vanno inizialmente protette dai geli invernali.

Malattie Parassiti Avversità: 

Questa pianta non teme parassiti o malattie, anche se talvolta gli afidi neri possono causare qualche danno.

Uso in cucina: 

La parte utilizzabile a scopo alimentare è esclusivamente rappresentata dai frutti, detti volgarmente albatre, albetrelle, corbezzole o anche cerase marine, sono raccolti ben maturi in autunno quando risaltano per il loro caratteristico colore rosso. Hanno il sapore dolce piuttosto gradevole e possono essere mangiati semplicemente crudi o anche cosparsi di zucchero con l’aggiunta di un vino liquoroso. Con tali frutti si possono fare ottime marmellate, bibite fermentate molto dissetanti, una buonissima acquavite e perfino un tipo d’aceto. In Algeria e in Corsica, dai frutti se ne ricava il vino detto “di corbezzolo” Dai fiori del corbezzolo le api ricavano un miele molto saporito, dal sapore leggermente amaro.

Proprietà terapeutiche: 

Nella medicina popolare il decotto fatto con le foglie è considerato antireumatico e buon astringente intestinale, effetto astringente ha anche la conserva preparata con i frutti. Le foglie hanno proprietà medicinali astringenti intestinali e antidiarroiche, contengono un principio attivo, l’arbutoside, che conferisce loro proprietà diuretiche e disinfettanti del tratto uro-genitale, in antichità erano usate come alimento per le pecore e i bovini.

Curiosità: 

A. unedo è l’unica specie del genere Arbutus presente in Italia. È una pianta xerofila, capace di sopportare condizioni di siccità prolungata mantenendo l’equilibrio idrico fra assunzione e dispersione d’acqua grazie ad una particolare adattabilità fisiologica e morfologica. Nei boschi distrutti da un incendio, grazie alla sua capacità di emettere rapidamente vigorosi polloni dopo il passaggio del fuoco, il corbezzolo è una delle prime specie legnose che riprende a vegetare, per questa caratteristica ha una certa importanza forestale. Il legno è chiaro ed è particolarmente dolce; non essendo aromatico può essere utilizzato per realizzare arnesi per il trattamento di alimenti; in Sardegna i pastori lo utilizzano per realizzare "su pilìsu", il particolare strumento impiegato per rompere la cagliata. Se i frutti sono mangiati crudi in grandissima quantità possono produrre un senso d’ubriachezza e di vertigine in quanto contengono un alcaloide che può causare questi inconvenienti, in persone particolarmente sensibili a esso. Da qui Il nome latino che gli fu assegnato da Plinio il Vecchio che consiglia un uso moderato del consumo (unum edo = ne mangio uno solo). Dal nome greco kòmaros (ciliegio di mare) invece deriva il nome del Monte Cònero, promontorio situato a sud della città di Ancona, la cui vegetazione è appunto ricca di piante di corbezzolo. Nella tradizione ligure, viene usato, assieme all'alloro, nel carro del "confuoco", che portava doni al podestà, per dare, coi suoi frutti maturi, una nota di colore Il "Confuoco"è una cerimonia medievale. Nei paesi con sede di Podesteria, nella domenica che precedeva il Natale, i contadini portavano al Podestà inviato da Genova, un carro con l'"omaggio"di capponi, melograni e altri prodotti della terra. Da parte sua il Podestà giurava di governare con giustizia e la cerimonia si concludeva accendendo un grosso ceppo di alloro, sulla pubblica piazza, e da come si sviluppavano le faville si traevano gli auspici per tutto l'anno.

Zone del Giardino in cui si trova: 
29 aprile 2008 8 anni sono passati da quando ci hai accompagnati davanti al Signore per il nostro Sì…..sei stata per noi come una piccola guida che ci apriva una nuova strada e, come un angelo, ci teneva per mano. Oggi sei con tutti gli angeli che ci proteggono, vegliano su di noi e ci guidano nella realizzazione di opere meravigliose come il giardino che mamma e papà hanno voluto realizzare con tutto il cuore. A noi piace pensare che in quel giardino gli angeli vengano a riposare e a portare conforto a chi passa per quel luogo speciale…..a noi piace immaginare che in “mezzo al cuore” Voi giochiate assieme e sento che Tu stai vegliando anche sui nostri angioletti che, con Te, hanno trovato il loro angolo di Paradiso. S. G. C.
-- Anonimo