Teucrium, Camedrio femmina

Nome latino: 
Teucrium Fruticans
Famiglia: 
Lamiaceae o Labiatae

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Coltivazione: 

Viene coltivato per l’utilizzo nei giardini come pianta ornamentale e per la realizzazione di siepi.
Si coltiva in terreni leggeri, ben drenati; ama le posizioni in pieno sole.
Si piantano in aprile-maggio, in posizioni riparate.
Di Teucrium fruticans va apprezzato il rapido accrescimento e l'eccezionale resistenza ai venti.
Sopporta anche lunghi periodi di siccità, ma perde molte foglie e il suo aspetto intristisce.
Essendo pianta molto ramificata, si presta per creare belle siepi o folte macchie su pendii assolati; se gli assicurate uno sfondo verde scuro potete contare su un effetto davvero impareggiabile.
Va potato dai rami vecchi alla fine dell'inverno, poichè se la potatura viene anticipata in autunno la pianta rischia di patire troppo i rigori invernali.
In aprile si asportano i germogli danneggiati dal freddo e si accorciano tutti i rami a metà della lunghezza.
Va protetto dai rigori dell'inverno nelle zone in cui il freddo si fa particolarmente sentire.

 

Proprietà terapeutiche: 

In erboristeria le foglie del camedrio femmina vengono utilizzate in infuso come diuretico e depurativo.

Curiosità: 

Il nome ricorda Teucro, primo re di Troia, che, secondo la leggenda, diffuse presso il suo popolo la conoscenza delle virtù medicinali di alcune piante di questo genere.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Spirea

Nome latino: 
Spiraea spp
Famiglia: 
Rosaceae

Caratteristiche Generali del genere Spirea:

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Coltivazione: 

Si piantano in ottobre o in marzo, in terreno fertile, profondo, al sole.
Per ottenere siepi, gli arbusti si piantano alla distanza di 40-60 cm l’uno dall’altro e si tagliano a 15 cm dal livello del suolo, i rami dell’anno precedente.
Le varie specie richiedono potature diverse.
Spirea  x Arguta e Spiraea x Vanhouttei hanno bisogno di una potatura solo in estate, dopo la fioritura (non prima di Maggio). Se vengono potate in inverno, si perderà la fioritura.
La S. Japonica “Bumalda” e la S. Japonica “Goldflame” richiedono una potatura a inizio stagione (febbraio): si tagliano i rami a circa 7-10 cm da terra.
Per quanto riguarda la concimazione occorre fornire, già alla fine dell'inverno, una buona dose di humus o di stallatico maturo, oppure del concime granulare a lenta cessione, da aggiungere al terreno ai piedi delle piante.
 

Malattie Parassiti Avversità: 

Possono subire l’attacco da parte degli afidi.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Salvia russa

Nome latino: 
Perovskia Atriplicifolia
Famiglia: 
Lamiaceae

Erbacea perenne che sviluppa un arbusto legnoso, originaria dell'Asia.

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Coltivazione: 

Si coltiva anche nella comune terra da giardino, preferisce comunque terreni sabbiosi, molto ben drenati, con una buona quantità di materiale organico.
Porre a dimora in luogo soleggiato, o che goda di almeno 4-6 ore di sole diretto al giorno; queste piante non temono il freddo, anche se può capitare che inverni molto rigidi causino il completo disseccamento della parte aerea, in genere poi la pianta si sviluppa senza problemi con il caldo primaverile.

Le perovskia non necessitano di annaffiature molto frequenti, e possono sopportare senza problemi periodi anche prolungati di siccità. In genere durante i mesi primaverili possono accontentarsi delle piogge, necessitando di annaffiature sporadiche durante i mesi estivi, soprattutto in periodi siccitosi o con temperature molto elevate.

Potatura: per mantenere l'arbusto più compatto e denso è consigliabile tagliare le piante fino a 15-20 cm dal terreno, in gennaio-febbraio.

 

 


 

Malattie Parassiti Avversità: 

Occasionalmente viene attaccata dagli afidi.

Curiosità: 

Il nome deriva da A. B. Perovskij, statista del Turkestan.

Zone del Giardino in cui si trova: 

Pagine

Far nascere la vita dalla morte, dal ricordo doloroso, dalla sofferenza, dal dolore che ti accompagna ogni giorno e che diventa parte di te stesso e che ti accorgi non riuscirai più a farne a meno, mentre il mondo continua a evolvere o a involvere e le stagioni si trasformano e il giorno diventa notte e la notte giorno. E' la scommessa della vita, in fondo: continuare a vivere nonostante la morte che si ha nel cuore o il desiderio inespresso "dell'altra vita felice" così come la chiamano Antonella e Valerio in uno scritto che hanno inviato. Anche io ho perso un figlio,Paolo, uno di questi angeli a cui questi carissimi amici hanno voluto dedicare il giardino ed ora so che in ogni momento, in ogni luogo, dovunque sia, su una panchina di quel giardino qualcuno trascorrerà le sue giornate o le aiuole sboccieranno in primavera o i bambini giocheranno nel prato e la vita continuerà a partorire gioie e dolori, inesorabilmente. Mi avete fatto un grande regalo, oggi, ma non solo a me, lo so per certo; a Paolo, a Sara a tanti altri bambini che come loro hanno combattuto una battaglia troppo grande, ma che non hanno perso. Perchè la morte non vince, mai. Lorella
-- Lorella Daddi Simoncini