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Nome latino: 
Buxus Sempervirens
Famiglia: 
Buxaceae
Caratteristiche generali: 

Arbusto sempreverde a crescita lenta, eretto e cespuglioso di altezza variabile tra i 2 e 4 m, longevo, dall'odore caratteristico; ha robuste radici ancoranti, fusto ingrossato alla base, tortuoso e ramificato, chioma folta.

Originario dell'Europa, del Giappone e dell'altopiano himalayano, è molto utilizzato come pianta singola o come pianta da siepe; molto apprezzate le varietà nane, che costituiscono cuscini tondeggianti molto decorativi, oppure che permettono la realizzazione di piccole siepi, molto utilizzate nel “giardino all’italiana”.

In primavera produce grappoli di fiorellini giallastri, insignificanti ma molto profumati; in estate, invece, produce  frutti tondeggianti, costituiti da capsule legnose contenenti piccoli semi. Le foglie di alcune varietà cambiano colore in inverno, tendendo a diventare giallo-verdastre
Essendo il bosso una pianta a crescita molto lenta difficilmente si semina, più spesso per propagarla si prelevano talee lunghe 8-10 cm, in agosto-settembre, che vanno tenute in vaso anche per 2-3 anni prima di essere poste a dimora.

Coltivazione: 

Cresce bene in qualsiasi luogo, preferendo in particolar modo le posizioni soleggiate o semi ombreggiate, anche se non presenta particolari problemi di sviluppo neanche quando viene coltivato completamente all'ombra.

 Non teme le temperature immediatamente inferiori a 0°, ma  può avere dei problemi in caso di venti particolarmente freddi. Non ha particolari esigenze per quanto riguarda il terreno, preferendo comunque i suoli calcarei, ben drenati.

Si pianta preferibilmente in settembre-ottobre o in marzo-aprile, oppure ( regola che vale per tutte le piante), se si tratta di piante allevate in vaso, in qualsiasi periodo dell’anno.

Per formare siepi, si mettono a dimora piante alte 20-30 cm, dopo la messa a dimora, o in aprile, si taglia il terzo superiore dei germogli principali, per stimolare la crescita dei germogli laterali.

Si tagliano le siepi e le singole piante nella forma voluta in agosto-settembre.

Malattie Parassiti Avversità: 

Occasionalmente viene colpito dagli afidi

http://www.giardinare.it/fitoi02.html#afidi

 e dalla cocciniglia

http://www.leserre.it/glossario4365/cocciniglia.html

Più spesso le foglie vengono rovinate da un insetto chiamato cecidomia che deposita le uova sulle foglie giovani, una volta nata la larva si ciberà delle foglie, spesso causando ampi danni alle piante del bosso.

 http://www.lucianabartolini.net/larva_minatrice_delle_foglie.htm

Difesa

Contro la cecidomia del bosso è consigliabile effettuare una lotta chimica, intervenendo in giugno-luglio contro le giovani larve. Risultano efficaci i prodotti a base di dimetoato, metomil, methidation e vamidotion.

Proprietà terapeutiche: 

 Foglie e corteccia hanno applicazioni officinali anche se devono essere però usate con estrema prudenza e rispettando le dosi dato che tutta la pianta è tossica.

Le foglie, raccolte in qualunque stagione dell'anno ed essiccate all'ombra, hanno proprietà sudorifere, purgative e antireumatiche, viene usata la polvere per preparare infusi .

La corteccia, raccolta in autunno-inverno o anche in primavera e privata del sughero esterno, è emetica, sudorifera e febbrifuga, viene somministrata come vino medicato o come decotto dolcificato con zucchero o miele. Foglie e corteccia hanno applicazioni officinali anche se devono essere però usate con estrema prudenza e rispettando le dosi dato che tutta la pianta è tossica.
Le foglie, raccolte in qualunque stagione dell'anno ed essiccate all'ombra, hanno proprietà sudorifere, purgative e antireumatiche, viene usata la polvere per preparare infusi .
La corteccia, raccolta in autunno-inverno o anche in primavera e privata del sughero esterno, è emetica, sudorifera e febbrifuga, viene somministrata come vino medicato o come decotto dolcificato con zucchero o miele.
 

Curiosità: 

E' molto diffuso come ornamentale nei parchi e nelle siepi, soprattutto in giardini all'italiana, sopportando bene la potatura e conservando la forma obbligata per molto tempo, data la lentezza della crescita e in fogge fantasiose ottenute con l'arte topiaria. 
In silvicoltura viene impiegato, grazie al robusto apparato radicale, per il consolidamento di terreni instabili, sassosi e aridi.
Il legno che se ne ricava, è  durissimo,  di colore giallo, liscio,  molto pregiato. Un tempo si fabbricavano le tavolette da scrittura e le pissidi, cioè le coppe per la conservazione delle ostie consacrate. Oggi il legno è impiegato per la costruzione di strumenti musicali a fiato, per le sculture lignee, per ebanisteria e intarsio, e per il modellismo navale
 

Zone del Giardino in cui si trova: 
C'era una volta un Giardino Incantato... In tutti i Giardini Incantati che si rispettino, c'è una Principessa. Tutto intorno parla di lei e della sua vita. Ma questa, no, non è una principessa come tutte le altre: lei non ha vestiti ricchi, nè scarpette di cristallo. Lei ha una vestina bianca e corre scalza sui suoi prati. Che sono di questo mondo ma non solo. Un giorno la sua mamma e il suo babbo costruirono una piccola reggia incantata, che è il suo giardino, in cui sognavano di poterla vedere per sempre danzare. Giorno dopo giorno in quel giardino, il sole riportava giù un po' della piccola principessa. Ora gioca sull'altalena, ora si bagna i piedi nella fontana, ora è possibile vederla sdraiata a dormire tra le rose. A volte quando tutto sembra girar male, la piccola principessa si ferma a piangere tra le sue pianticelle al profumo di liquirizia.. Un giorno in quel Giardino si incontrarono cuori tristi. E la piccola principessa che guardava dalle nuvole capì che doveva far qualcosa...Allora mandò giù tante farfalle coi loro colori. E palloncini lievi lievi. E profumo di fiori anche quand'è autunno. E musica anche col silenzio. Quei cuori tristi allora si incontrarono, tra un angelo e un salice, tra una rosa e un'altalena, e iniziarono a battere all'unisono. Così il buio si trasformò in arcobaleno, le lacrime divennero dolci, i ricordi si slegarono dal dolore. Lì in quel suo regno, la Principessa vide nascere l'Amore. Allora, per ringraziarla, i cuori tristi le mandarono una farfalla. E lei rimase un po' lì tra quei rami, silenziosa e attenta...Poi, portata su da un soffio di vento, prese il volo per la libertà. La sua mamma la guardò senza capire: "speravo tu restassi a lungo tra quei rami" le sussurrò. "Mamma", rispose lei "vado verso il sole e ti mando i suoi raggi perchè illuminino la tua via. Tu guardami nel mio regno, perchè è lì che la notte andrò a dormire, per sempre insieme a te". A Sara e Lapo 20 ottobre 2008
-- mery