L’Autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative all’interazione sociale reciproca, all’abilità di comunicare idee e sentimenti e alla capacità di stabilire relazioni con gli altri (Baird et al., 2003; Berney, 2000; Szatmari, 2003). L’Autismo, pertanto, si configura come una disabilità “permanente” che accompagna il soggetto nel suo ciclo vitale, anche se le caratteristiche del deficit sociale assumono un’espressività variabile nel tempo.

http://www.angsaonlus.org/linee_guida_sinpia.pdf

Chi colpisce e cosa provoca sulla persone: 

L'Autismo non ha prevalenze geografiche e/o etniche ma solo riferite al sesso in quanto è presente in tutte le popolazioni del mondo, di ogni razza e ogni ambiente sociale, e colpisce i maschi in misura da 3 a 4 volte superiore rispetto alle femmine.

I recenti studi epidemiologici indicano una frequenza dei casi di Autismo nella misura di 10 casi ogni 10.000 (Linee Guida SINPIA) ma altre fonti internazionali indicano da 1 ogni 500 fino a 1 ogni 170 in Giappone e in Svezia, 1 ogni 320 in Inghilterra.

Nel corso degli ultimi vent'anni si è potuto constatare un aumento dei casi di autismo pari a 3-4 volte rispetto ai rilievi epidemiologici precedenti (Linee Guida SINPIA). Un tale incremento sembrerebbe essere dovuto ai seguenti fattori:
• maggiore definizione dei criteri diagnostici;
• diffusione di procedure diagnostiche standardizzate;
• maggiore sensibilizzazione sull'argomento

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SINTOMI...
La triade di caratteristiche nucleari comprende:

1) Marcate anomalie qualitative nell’ambito dell’Interazione sociale rappresentate non tanto o non unicamente da assenza di contatti interpersonali, quanto da mancata condivisione e scambi, assenza di reciprocità, ricerca di contatti esagerati e/o bizzarri, ovvero atteggiamenti interattivi non in linea con l’età di sviluppo dell’individuo.

2) Marcate anomalie nell’ambito della Comunicazione che si presentano sia come assenza di linguaggio che come deficit degli svariati codici comunicativi che regolano le nostre interazioni sociali: sorriso, mimica, atteggiamento posturali, alterazioni della prosodia, inversioni pronominali; nei casi in cui il linguaggio è presente si rileva una grave alterazione dell’abilità di iniziare e sostenere una conversazione, nonostante il possesso di capacità linguistiche adeguate.

2) Un repertorio marcatamente ristretto di Attività ed Interessi che si manifesta sia con movimenti stereotipati che ossessive preoccupazioni per un sola attività od un unico tema (per es. allineare oggetti, farli cadere o insistenza sul tema delle strade o dei numeri); oppure estrema difficoltà ai cambi di abitudine.

La diagnosi può essere posta con certezza solo a partire dai 18 mesi (Baron-Cohen, 1992) ma, chiaramente, è tanto più complessa quanto più il bambino è piccolo e quanto più il quadro non si presenta nella forma più strettamente classica, ovvero con la presenza contemporanea dei sintomi sopradescritti. La forma sintomatologica meglio definita e più paradigmatica si evidenzia infatti all’incirca fra i 3 e i 5 anni di vita, per poi "naturalmente" evolversi soprattutto per quanto attiene al sintomo "autismo" che in parte regredisce, in parte cambia la sua tipologia: il bambino da "isolato" può diventare "passivo" o "attivo ma strano" e viceversa (Wing, 1997).

I sintomi associati alla triade
Altri aspetti che si riscontrano negli autistici vanno dal ritardo mentale ai disturbi sensoriali di tipo uditivo, tattile o visivo: non sono veri e propri deficit, ma alterazioni molto particolari. Temple Grandin ricorda come per lei sia difficile filtrare i rumori dell' ambiente quando ascolta una telefonata, sopportare il contatto con i tessuti o anche il contatto con la pelle dovuto a una carezza o a un abbraccio.

Le difficoltà di apprendimento sono presenti in una forte percentuale di casi (circa il 70%), anche se per lungo tempo sono state misconosciute a causa della prima descrizione di Kanner, che supponeva che gli autistici fossero intelligenti poiché si basava sullo sguardo attento, penetrante, e forse anche sul loro bell'aspetto.

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Perché insorge: 

Le cause non sono chiare e siamo ben lontani dall'avere una cura scientificamente riconosciuta. Studi recenti hanno dimostrato che diversi fattori neuro-biologici contribuiscono allo sviluppo della sindrome.

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Per quel che riguarda le cause neurobiologiche che sono alla base del Disturbo, le aree di ricerca sono numerose ed in via di sviluppo. Gli studi effettuati, sia sui fattori causali che sulle strutture anatomiche e sui neurotrasmettitori coinvolti, non hanno portato a risultati univoci e definitivi. Le ricerche condotte tramite tecniche diagnostiche di medicina nucleare delle strutture cerebrali sembrerebbero dimostrare l’esistenza di anomalie morfologiche e funzionali del lobo frontale, del sistema libico, dell’amigdala e dell’ippocampo. Le tecniche diagnostiche maggiormente utilizzate sono:

• Tomografia Assiale Computerizzata (TAC),
• Risonanza Magnetica (RM) Nucleare e Funzionale,
• Tomografia ad Emissione di Positroni (PET),
• Tomografia Computerizzata a Emissione di Fotoni Singoli (SPECT).

Le indagini sui neurotrasmettitori sembrerebbero individuare anomalie quantitative o qualitative, in particolare di serotonina, dopamina, ossitocina e vasopressina. I possibili fattori causali maggiormente tenuti in considerazione, ancorché non del tutto riconosciuti a livello scientifico, sono i seguenti:

• gravidanza e periodo neonatale (ad esempio, malattie della madre durante la gravidanza, problemi legati al parto, ecc., potrebbero essere condizioni determinanti che interferiscono con lo sviluppo);

• predisposizione genetica;

• immunologia e vaccini.

In conclusione, il dibattito scientifico e culturale sull’Autismo è ancora aperto e necessita di nuovi confronti e collaborazioni in diverse aree (medicina, neuropsichiatria, psicologia, tecnologia, riabilitazione, istruzione, politica, istituzionale, ecc.), anche a livello internazionale.

Le summenzionate citazioni fanno parte delle Linee Guida per l’Autismo – Raccomandazioni tecniche-operative per i servizi di neuropsichiatria dell’età evolutiva,
Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), versione 2005.
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Quando è avvenuto che: 

Fin dagli inizi del '900 sono stati descritti nei bambini disturbi simili a quelli che attualmente vengono identificati come Autismo, introdotti con il nome di psicosi infantili.

Nel 1943 il tedesco-americano Leo Kanner descrive un quadro da lui definito "autismo infantile precoce" in 11 bambini. Le caratteristiche comuni osservate sono l'incapacità di mettersi in relazione con l'altro e la tendenza ad isolarsi. Kanner effettua anche alcune riflessioni sui genitori che definisce freddi e intellettuali.

Un anno più tardi il tedesco Hans Asperger apporta indicazioni operative utili alla rieducazione, presenti anche negli attuali inquadramenti dell'Autismo. Pubblica un articolo per descrivere le caratteristiche peculiari dei soggetti autistici e ipotizza, alla base del Disturbo, un'innata incapacità a comunicare. Al suo lavoro si sono ispirati tutti i ricercatori che hanno contrastato l'ipotesi che una cattiva relazione del bambino con la madre fosse la causa dell'insorgere dell'Autismo (l'ormai smentita teoria della "madre frigorifero").

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IN ITALIA...
1985
In Italia nasce l’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). L’Associazione combatte contro le teorie psicodinamiche colpevolizzanti i genitori, fa opera di formazione, informazione e scambi culturali con esperti di altri paesi, con tutti i mezzi a sua disposizione.

Dove si fa: 

EMILIA ROMAGNA:
Ambulatorio Autismo Bologna - Neuropsichiatria Infantile , Dott.ssa Paola Visconti. Tel 051-6478857 /051-6478461. Ospedale Maggiore, Largo Nigrisoli 2, Bologna. E-mail: Paola.Visconti@ausl.bologna.it

Divisione di Neuropsichiatria Infantile, Ospedale Infermi. Via Settembrini, 2 - 47900 Rimini, Dott. Franco Nardocci, tel. 0541-5225

AUSL Reggio Emilia, Neuropsichiatria Infantile, Centro per l'autismo Dott.Anna Maria Dalla Vecchia, tel.0522-925503

MARCHE:
Unità Operativa Neuropsichiatria Infantile - Ospedale di Fano - Via Tazzoli, 15 Fano (PU). Telefono/fax: Fax 0721-882414. E-mail: npifano@supereva.it
Sito internet: http://www.autismomarche.it/. Dott.ssa vera Stoppioni.

http://www.specialeautismo.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=17033&id...
http://www.autismile.it/autismo/index.php?page=centri_diagnosi

Come fare quando: 

La letteratura scientifica internazionale e le Linee Guida per l’autismo - Raccomandazioni tecniche-operative per i servizi di neuropsichiatria dell’età evolutiva redatte dalla Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (S.I.N.P.I.A.) affermano con assoluta chiarezza che l’Applied Behaviour Analysis (A.B.A.) è la terapia di scelta per questa gravissima patologia infantile.
http://www.iocresco.it/

Sono colpito dall'estrema Bellezza, dalla Cura e dall'Amore con il quale avete creato questo INCANTO!! Ciao
-- Stefano