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Nome latino: 
Abelia x grandiflora (Ibrido di: Abelia chinensis e Abelia uniflora)
Famiglia: 
Caprifoliaceae
Caratteristiche generali: 

Fioritura da metà giugno a ottobre circa. I fiori sono tubulosi, bianchi, leggermente profumati, lunghi circa 2,5 cm e si formano sui germogli laterali. In inverno perde solo una parte modesta del fogliame. La propagazione avviene per talea in giugno prelevando rametti dell'anno della misura di 8-10cm. e piantandoli in numero di 3-4 in vasetti riempiti di torba e sabbia in parti uguali. Far radicare a temperature di circa 16-18°.

Coltivazione: 

L'abelia è una pianta che non ha grandi esigenze. La grandiflora, come molte delle altre appartenenti a questo genere, eventualmente teme un po' il freddo, ma solo ed esclusivamente nelle regioni con forti escursioni termiche sotto lo zero o abbondanti e frequenti nevicate, merita di essere protetta ed eventualmente di proteggere il piede della pianta, con una pacciamatura. E' una pianta che si presta alla creazione di siepi da allevare in forma libera o naturalistica, ma anche come macchia nel giusto contesto . Si adatta bene anche alle condizioni di mezzombra dove comunque fiorisce un po' meno. Accetta di buon grado anche i terreni più poveri e occorre prestare attenzione per quel che riguarda il compattamento o i ristagni idrici La potatura non è necessaria. Si interviene solo per dar forma all'arbusto, si eliminano i germogli in eccedenza dopo la fioritura per favorire la nuova crescita e si asportano i rami meno robusti dell'anno precedente dopo la fioritura.

Malattie Parassiti Avversità: 

E' abbastanza rustica soprattutto per quanto riguarda le malattie che difficilmente la colpiscono.

Curiosità: 

L'Abelia chinensis fu scoperta nel 1800 circa, da un medico che si era recato in Cina anche per studiarne la flora e a lui deve il suo nome come primo scopritore della nostra pianta. Il medico, infatti, si chiamava Clarke Abel.

Zone del Giardino in cui si trova: 
7 agosto 2008// Vorrei potermi trovare più spesso fra i viali del Giardino degli Angeli: : vi si respira un’aria di pace, quella Tranquillità Buona che ti avvolge quando l’unico desiderio è semplicemente quello di ritrovare solo la parte migliore dei tuoi ricordi, i più dolci. Vorrei oziare sotto le fronde del salice ombroso, che con il suo vigoroso abbraccio rinfranca l’anima stanca di una sofferenza ancora troppo intensa. Desidererei avere un angolo nel Giardino segreto, dove nascondere le mie angosce più insopportabili per poter trovare una riconciliazione con me stessa e con quel mondo che sembra avermi punito pesantemente, senza apparente motivo. Vorrei poter bere gli effluvi della luce che inonda i Suoi Spazi Aperti: riempirei di albori consolanti l’oscurità delle mie ore più lunghe. Vorrei prendere per mano le persone a cui voglio bene e condurle fra i labirinti fioriti perché potessero aprire il loro cuore all’Incanto dell’Amore che ha permesso tanta Bellezza.
-- Franca